Dieci anni dopo l’ultima volta, la curva sud dello stadio “Del Duca” torna ad accogliere i tifosi bianconeri. La riapertura ufficiale del settore (leggi qui) segna la conclusione di una vicenda iniziata nell’autunno del 2016, quando le scosse del terremoto che colpirono il centro Italia resero inagibile una delle aree simbolo dell’impianto ascolano.

La curva danneggiata dopo il sisma

 

Sabato 29 agosto, in occasione della sfida tra Ascoli e Carrarese, la nuova curva sarà operativa per la prima volta, restituendo alla tifoseria uno spazio che mancava dal 25 ottobre 2016, giorno dell’ultima partita disputata con i tifosi ospiti del settore, quella contro la Salernitana. Pochi giorni dopo, il terremoto del 30 ottobre aggravò i danni già provocati dalla scossa del 24 agosto e portò alla dichiarazione di inagibilità.

 

La decisione maturò dopo settimane di verifiche tecniche. Il 23 novembre 2016 fu effettuata una prova di carico statica su una porzione dell’impalcato della curva. Il test, predisposto dal Comune e affidato all’Università Politecnica delle Marche, venne però interrotto prima del completamento a causa delle criticità emerse durante le verifiche. Tra queste, una lesione strutturale riscontrata in prossimità della mezzeria di un gradone e il comportamento anomalo di uno dei punti di misura, elementi che confermarono la gravità delle conseguenze provocate dal sisma.

Le prove notturne

 

Nei mesi successivi furono effettuate verifiche tecniche approfondite. Il 23 novembre 2016 il Comune dispose una prova di carico statica sulla struttura, affidata all’Università Politecnica delle Marche. L’esito evidenziò anomalie significative, tra cui una lesione strutturale su un gradone e un comportamento anomalo in uno dei punti monitorati, circostanze che impedirono il completamento della prova fino ai valori di carico previsti. Da lì prese avvio il percorso che avrebbe portato prima alla demolizione della vecchia curva, avvenuta nel maggio 2020, e quindi alla progettazione del nuovo impianto.

 

Dopo l’inagibilità del 2016, il settore rimase inutilizzato fino alla demolizione avvenuta nel maggio del 2020, passaggio necessario per consentire la successiva ricostruzione. Per gli ascolani fu la fine di un pezzo di storia iniziato nel 1974, ai tempi di Costantino Rozzi dopo la prima promozione dell’Ascoli in Serie A.

 

«Furono momenti in cui eravamo tutti in preda ad una grave preoccupazione», ricorda oggi il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che nel 2016 era sindaco di Ascoli.

L’ex sindaco Castelli coi tecnici

 

«I terremoti sembravano non finire mai e le condizioni dello stadio preoccupavano a tal punto da evocare quello che poi è successo, ovvero l’inutilizzabilità procurata dal sisma della curva sud – aggiunge -. Ho ancora negli occhi le lunghe ore trascorse insieme ai professori della Politecnica delle Marche che conducevano le prove di carico, anche in piena notte. Vivevamo in una condizione di provvisorietà che tuttavia ha consentito di sviluppare sia la verifica del danno, sia successivamente il finanziamento procurato con l’ordinanza 137 del 2023 e infine il progetto sviluppato dal Comune».

 

La svolta arrivò infatti nel 2023 con l’inserimento dell’intervento all’interno del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana finanziato attraverso l’Ordinanza commissariale 137, una delle prime firmate proprio da Castelli nel ruolo di commissario alla ricostruzione. L’opera ha ricevuto un finanziamento complessivo di 7 milioni di euro destinato alla ricostruzione dei due settori della curva sud.

La nuova struttura, progettata secondo il concept “una curva che ti avvolge”, misura circa 72 metri per 22,5 metri ed è caratterizzata da una struttura in acciaio fondata su pali. Può ospitare 4.035 spettatori e dispone di nuovi spazi per servizi, pronto soccorso, ristoro e sicurezza. Il progetto ha inoltre previsto una quinta architettonica di collegamento tra la curva e l’esterno dello stadio, mantenendo invariata la viabilità e le aree di parcheggio circostanti.

 

La riapertura della curva sud rappresenta così molto più di un intervento sportivo. Come sottolinea Castelli, le sue origini affondano «in un momento drammatico e difficile che ha accompagnato la cronaca della città di Ascoli». A quasi dieci anni dal sisma, il ritorno dei tifosi nel loro settore storico assume il significato di un tassello importante nel più ampio percorso di ricostruzione e di ritorno alla normalità della città.

 

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