Sono state fortunatamente, anzi meglio, provvidenzialmente domate le fiamme divampate ieri pomeriggio (27 agosto) sulla collina sopra Pedaso, grazie all’instancabile lavoro dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Fermo.

Il fumo visibile all’autostrada A 14
Intorno alle 17 di ieri è infatti divampato un incendio di vaste proporzioni sul monte Serrone. E così sul posto si sono precipitati diversi mezzi ed equipaggi del 115 fermano. In ausilio ai colleghi fermani, anche squadre antincendio boschivo sia dai comandi di Ascoli che di Macerata. E dal cielo l’elicottero Elimarche ha più volte sorvolato l’area interessata dalle fiamme gettando sul fuoco acqua in continuazione, dopo i rifornimenti a ciclo continuo al lago Azzurro.
Insomma un impiego massiccio di Vigili del fuoco che ha permesso di circoscrivere e poi domare le fiamme. Il loro lavoro non è stato affatto semplice vuoi perché l’incendio è divampato in un’area coperta da fitta vegetazione vuoi perché il rogo è stato alimentato dal vento.
Dalle immagini e dai video arrivati alla nostra redazione parrebbe che le fiamme si siano propagante interessando più punti e aree del monte Serrone. Insomma focolai a macchia di leopardo che non avrebbero fatto altro che complicare ancor di più il lavoro già complesso del 115. Ma come sempre i Vigili del fuoco sono riusciti a dare una risposta più che positiva all’emergenza arrivando nella tarda giornata di ieri a circoscrivere e domare le fiamme.
Ma in simili circostanze, si sa, il lavoro dei Vigili del fuoco non finisce con lo spegnimento, seppur questo rappresenti ovviamente la parte più impegnativa dell’intervento. Gli uomini del 115 sono infatti rimasti tutta la notte sul posto per monitorare eventuali focolai e per le operazioni di bonifica. Ora però si apre anche la fase 2, quella delle indagini. Insomma si vuole risalire alle cause dell’incendio e capire se si sia trattato di un rogo accidentale o se dietro quelle fiamme ci sia la mano dolosa dell’uomo. Sul posto, insieme al 115, anche i carabinieri forestali.















