L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno

 

Una storia a lieto fine tra le corsie dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli dove la professionalità del personale, dall’emergenza ai reparti, riesce a fare la differenza, fino a salvare una vita.

Un epilogo fortunato, anche per la generosità delle tante persone che donano il sangue, permettendo di avere scorte indispensabili in situazioni critiche.

Protagonista di quando stiamo raccontando è Melissa, nome di fantasia scelto per tutelarne la riservatezza, una giovane ascolana che ha vissuto momenti particolarmente difficili e oggi vuole dire semplicemente grazie a tutte le persone che l’hanno soccorsa, curata e salvata.

 

«Venerdì sera della scorsa settimana ho iniziato ad avere dei forti mal di pancia – racconta – sono stata trasportata dai volontari della Croce Verde in codice rosso al Pronto Soccorso. E da lì è iniziato l’iter dei vari accertamenti che hanno evidenziato un’emorragia interna che iniziava dalla zona pelvica. Mi hanno così portata immediatamente al reparto di ginecologia».

 

Le condizioni della giovane donna ascolana sono peggiorate fino alla perdita di conoscenza. È stato quindi necessario un intervento chirurgico d’urgenza.

 

«Voglio ringraziare il reparto di ginecologico, dove sono stata trattata in maniera eccellente. In particolare, al direttore generale dell’Ast picena Antonello Maraldo e tutti medici, infermieri e personale che mi hanno seguita: le dottoresse Mangano, Bernardini e Manieri,  il dottor Morini e l’anestesista Achilli, che mi ha seguita nell’operazione di urgenza.

Mi hanno drenato due litri di sangue dall’emorragia interna e sono state necessarie trasfusioni con cinque sacche. Un enorme grazie anche all’Avis di Ascoli e a tutti i donatori di sangue, persone che con un gesto volontario permettono di affrontare questo tipo di emergenze.

Se non ci fossero state, quelle cinque sacche di sangue, forse non sarei qui a raccontare cosa mi è successo – conclude la ragazza – Continuerò la terapia a casa, grazie all’Adi, un altro servizio fondamentale che, permette a tantissimi pazienti di proseguire il decorso ospedaliero a casa». 

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