
I genitori di Giuseppe insieme alla dottoressa Coccia ed al personale del Salesi
A oltre tre mesi dalla scomparsa di Giuseppe Volpicella, 18enne di Colli del Tronto, la sua famiglia ha voluto condividere con la comunità l’esito della raccolta fondi promossa in sua memoria e destinata alla ricerca scientifica. Un gesto nato dal desiderio di trasformare il dolore in un impegno concreto a favore di altri bambini e ragazzi che in futuro potrebbero trovarsi ad affrontare la stessa malattia.

Giuseppe Volpicella
Giuseppe è morto all’inizio di maggio dopo aver combattuto per sette mesi contro un Glioma Diffuso del Troncoencefalo, una forma tumorale particolarmente aggressiva per la quale, ancora oggi, non esiste una cura efficace. Un percorso difficile che si è interrotto proprio mentre il giovane si preparava ad affrontare gli esami di maturità e a vivere l’estate che aveva atteso insieme ai suoi coetanei.
In una nota firmata dai familiari, Tommaso, Rossella e Annamaria Volpicella hanno espresso un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno sostenuto l’iniziativa. Un abbraccio che ha superato i confini del Piceno, coinvolgendo amici e conoscenti provenienti dalla Puglia, dalle Marche e da altre parti d’Italia e del mondo.
La raccolta ha consentito di raggiungere la somma di 12 mila euro. Di questi, mille euro sono stati donati allo Iom di Ascoli, mentre undicimila euro sono stati destinati al Progetto G.A.I.A., iniziativa di solidarietà e supporto sociale nata a Civitanova Marche e promossa da genitori di bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona.
La famiglia ha rivolto un particolare ringraziamento alla direttrice del reparto, la dottoressa Paola Coccia, e a tutto il personale sanitario che ha accompagnato Giuseppe e i suoi cari durante il percorso di cura. «Persone fantastiche nella loro professionalità e disponibili in ogni momento, che hanno nell’empatia e nella sensibilità il loro valore aggiunto», scrivono i familiari.
Le risorse raccolte saranno impiegate per sostenere un progetto di ricerca dedicato proprio al Glioma Diffuso del Troncoencefalo. Lo studio viene portato avanti da un gruppo di ricercatori che collabora con il professor Antonio Scilimati, ordinario di Chimica Farmaceutica all’Università di Bari, e coinvolge, oltre alla dottoressa Coccia, anche il professor Antonio Ruggiero, direttore dell’Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma.
La famiglia Volpicella ha inoltre annunciato l’intenzione di proseguire nel sostegno alla ricerca, continuando a finanziare il progetto insieme a quanti vorranno contribuire. Un impegno che nasce dal ricordo di Giuseppe e dalla volontà di offrire una speranza concreta a chi si troverà ad affrontare la stessa battaglia.
Nel messaggio diffuso dai familiari trova spazio anche il ricordo di una domanda che Giuseppe rivolse ai suoi cari durante la malattia: «Che senso ha tutto questo?». Una riflessione che oggi diventa un invito rivolto a tutti. «Quel senso lo dobbiamo trovare tutti noi – scrive la famiglia – perché non c’è cosa più grande, non c’è dono più grande della vita dei nostri figli».














