Due città simbolo del calcio marchigiano, una rivalità storica e nove società capaci di raggiungere almeno una volta i campionati nazionali. La provincia di Ascoli Piceno custodisce un patrimonio calcistico che va molto oltre le vicende delle sue due formazioni più conosciute, Ascoli e Sambenedettese.

L’immagine simbolo dei rimi successi di Rozzi e Mazzone con l’Ascoli
Ci sono il quarto posto dei bianconeri in Serie A, le ventuno partecipazioni della Sambenedettese alla Serie B, ma anche le esperienze di quartieri e piccoli comuni che, per qualche stagione, sono riusciti a conquistare un posto nel calcio nazionale.
A ricostruire queste storie è l’Atlante Storico del Calcio Italiano, il progetto ideato e realizzato dall’ingegnere civile e giornalista sportivo Francesco Ippolito, foggiano, autore di due edizioni di “Le maglie dell’Inter”, libro ufficiale dedicato all’evoluzione della divisa nerazzurra, pubblicato da Giunti Editori in collaborazione con FC Internazionale Milano.
Il portale permette di esplorare la storia del calcio italiano dal 1929 alla stagione 2026-2027 attraverso una grande mappa interattiva, con oltre 1.500 società censite dalla Serie A alla Serie D, comprese le categorie equivalenti delle diverse epoche.
Nella provincia di Ascoli sono nove le società presenti nell’archivio: Ascoli, Sambenedettese, Atletico Ascoli, Monticelli, Grottammare, Centobuchi, Porto d’Ascoli, Truentina e Vis Stella.
Le due principali protagoniste del calcio provinciale occupano posizioni di rilievo nella particolare graduatoria nazionale elaborata dall’Atlante.
L’Ascoli è al 34º posto in Italia con 493 punti, frutto di 16 partecipazioni alla Serie A, 28 alla Serie B, 32 alla Serie C e categorie equivalenti e nove alla quarta e quinta serie.
La pagina più prestigiosa della storia bianconera rimane il quarto posto nella Serie A 1979-1980, quando la formazione ascolana concluse il campionato alle spalle di Inter, Juventus e Torino. Pochi anni prima, nella stagione 1977-1978, aveva conquistato la Serie B con ben 61 punti, stabilendo un primato per il campionato a venti squadre con due punti per vittoria.

Un derby tra Samb e Ascoli
Non meno significativa è la tradizione della Sambenedettese, che occupa il 60º posto nazionale con 342 punti. La formazione rossoblù ha disputato 21 campionati di Serie B, 44 in Serie C e categorie equivalenti, due in Serie C2 e quindici nella quarta e quinta serie.
La classifica storica dell’Atlante assegna dieci punti per ogni stagione in Serie A, sette in B, quattro in C, due in C2 e uno in D. Si tratta di una graduatoria statistica autonoma, non ufficiale della FIGC, che valorizza il livello e la continuità delle partecipazioni nazionali.
A illustrare il significato del confronto è l’ideatore del progetto, Francesco Ippolito: «Ascoli e Sambenedettese rappresentano due tradizioni calcistiche molto importanti, che hanno attraversato epoche e categorie differenti. L’obiettivo della classifica storica non è stabilire quale società sia più prestigiosa, ma offrire uno strumento per osservare la continuità della presenza nei campionati nazionali. Mettere insieme quasi un secolo di partecipazioni permette di comprendere meglio il percorso di ciascun club e di riscoprire stagioni che spesso rimangono confinate negli almanacchi o nei ricordi dei tifosi».
La ricostruzione dell’Atlante rivela una particolarità del capoluogo piceno: Ascoli ha espresso tre diverse realtà presenti nei campionati nazionali. Accanto alla società bianconera compare il Monticelli, formazione dell’omonimo quartiere cittadino, che disputò tre stagioni consecutive in Serie D dal 2015-2016 al 2017-2018. Un percorso significativo per una realtà nata e cresciuta in un contesto territoriale molto più circoscritto rispetto a quello della principale società cittadina.
L’Atlante documenta inoltre la storia dell’Atletico Ascoli, che ha raggiunto la Serie D nella stagione 2023-2024 e ha proseguito la propria esperienza anche nelle annate successive, compresa quella attualmente in corso. La presenza di tre società differenti nella stessa città permette di osservare il calcio ascolano da una prospettiva insolita, che comprende anche la diffusione dello sport nei quartieri e nelle comunità locali.
Sull’importanza di queste ricostruzioni, l’ingegnere Ippolito sottolinea: «Quando si pensa alla storia calcistica di una città si tende a identificarla con la sua squadra principale. Ma spesso il territorio ha espresso altre società, nate nei quartieri e capaci di raggiungere traguardi importanti. Ascoli è un esempio interessante, perché accanto alla grande tradizione bianconera troviamo le esperienze del Monticelli e dell’Atletico Ascoli. Ho voluto che anche queste realtà avessero una propria collocazione geografica e una scheda storica, affinché fosse possibile ricostruire il percorso del calcio cittadino nella sua interezza».

La compagine dell’Atletico Ascoli
Anche San Benedetto del Tronto presenta una geografia calcistica particolarmente articolata. Accanto alla storica Sambenedettese, l’Atlante documenta il percorso del Porto d’Ascoli, formazione dell’omonima zona meridionale della città che ha partecipato a due campionati consecutivi di Serie D, nelle stagioni 2021-2022 e 2022-2023. Un’esperienza che ha portato il nome di Porto d’Ascoli nei campionati nazionali, affiancando per un breve periodo la più conosciuta tradizione rossoblù. La presenza contemporanea di differenti realtà cittadine rappresenta un altro elemento utile per comprendere come il calcio si sia sviluppato nel territorio, tra identità di quartiere, realtà associative e società professionistiche.
Ma la provincia picena non si esaurisce nei due principali centri urbani. Il Grottammare ha conosciuto sei partecipazioni alla Serie D e categorie equivalenti, costruendo una tradizione sportiva che comprende soprattutto il primo decennio degli anni Duemila. Nello stesso periodo anche il Centobuchi, espressione dell’omonima frazione di Monteprandone, riuscì a raggiungere i campionati nazionali, collezionando quattro partecipazioni. Spostandosi verso l’interno, emerge la storia della Truentina di Castel di Lama, presente in tre stagioni consecutive di Serie D, dal 2002-2003 al 2004-2005. Tre società che testimoniano quanto il movimento calcistico della Vallata del Tronto sia stato capace di esprimere realtà competitive anche al di fuori delle due principali città della provincia.
Una delle vicende meno conosciute è quella della Vis Stella di Monsampolo del Tronto, che disputò il Campionato Nazionale Dilettanti nella stagione 1995-1996. Una sola partecipazione, sufficiente però a inserire la società nella grande storia dei campionati nazionali italiani.
È proprio attraverso queste esperienze che emerge il valore della ricostruzione geografica dell’Atlante: recuperare anche quelle realtà che hanno avuto una presenza limitata nel tempo, ma che hanno rappresentato un traguardo importante per la propria comunità.

Una formazione della Vis Stella (foto Fabrizio Ottavi)
A raccontare il significato di questo lavoro è ancora Ippolito: «Ciò che mi interessa maggiormente è recuperare le storie che rischiano di andare perdute. Una squadra di un piccolo comune che raggiunge un campionato nazionale, anche per una sola stagione, rappresenta un momento importante per la propria comunità. Nell’Atlante ho cercato di dare la stessa attenzione documentale all’Inter, alla Juventus, all’Ascoli e a una società come la Vis Stella di Monsampolo del Tronto. Non perché abbiano avuto lo stesso peso sportivo, ma perché tutte fanno parte, con ruoli differenti, della storia del calcio italiano».
L’Atlante Storico del Calcio Italiano non è dedicato soltanto alle Marche. La piattaforma permette di esplorare l’intera geografia calcistica nazionale, dalle grandi protagoniste della Serie A fino alle piccole società che hanno disputato una sola stagione nei campionati nazionali. Attraverso una cartografia interattiva è possibile scegliere un anno, selezionare una categoria, individuare le squadre di un determinato territorio e consultare schede storiche contenenti denominazioni, colori sociali, gironi, piazzamenti e punti conquistati.
Un lavoro che unisce ricerca storica, organizzazione di grandi quantità di dati e cartografia digitale.
A spiegare l’origine dell’iniziativa è il suo autore: «Ho cercato di applicare alla ricerca calcistica un metodo che deriva anche dalla mia formazione ingegneristica: raccogliere dati, verificarne la coerenza e rappresentarli in modo chiaro e facilmente consultabile. Una mappa permette di osservare fenomeni che difficilmente emergerebbero dalla semplice lettura delle classifiche, come la concentrazione delle società in determinati territori e l’evoluzione della presenza nei campionati nazionali. Il mio obiettivo è costruire uno strumento gratuito, indipendente e aperto a tutti, che possa essere utile ai tifosi, ai giornalisti, agli studiosi e a chiunque voglia riscoprire la storia sportiva della propria città».
Il progetto è in continuo aggiornamento e gli appassionati possono contribuire attraverso segnalazioni, documenti, fotografie e almanacchi storici.














