Un aumento del 7% delle tariffe dell’acqua dal 2027, dopo un 2026 senza rincari, e ulteriori incrementi previsti per gli anni successivi. È il quadro delineato dalla proposta di aggiornamento tariffario del servizio idrico integrato dell’Ato 5 Marche Sud, che comprende le province di Ascoli Piceno e Fermo ed è gestito dalla Ciip. La questione sarà al centro della riunione dell’assemblea dell’Aato 5 in programma oggi, mercoledì 28 ottobre, chiamata a esaminare il primo aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria per il periodo regolatorio 2024-2029.
Il provvedimento riguarda le tariffe e il Piano economico-finanziario (Pef) per il biennio 2026-2027, con proiezioni anche per il 2028 e il 2029. L’aggiornamento si inserisce nel quadro regolatorio definito da Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, e dovrà essere trasmesso all’organismo nazionale per l’approvazione definitiva.
Nel dettaglio, per il 2026 è prevista una variazione tariffaria dello 0%, senza quindi aumenti rispetto ai livelli di riferimento. Per il 2027, invece, la proposta indica un incremento del 7%. Le previsioni per gli anni successivi contemplano ulteriori adeguamenti: +6% nel 2028 e +5% nel 2029. Questi ultimi valori sono indicativi e saranno rideterminati con il successivo aggiornamento biennale.
A incidere sulla revisione dei conti della gestione idrica sono soprattutto le esigenze finanziarie legate agli investimenti infrastrutturali, a partire dal progetto dell’acquedotto del Pescara. La Ciip è stata ammessa a un contributo pubblico di 100 milioni di euro, attraverso gli strumenti di finanziamento legati al Pnrr, destinato al secondo stralcio dell’opera, il cui valore complessivo è stimato in circa 171,4 milioni di euro.
L’aggiornamento del Piano economico-finanziario e delle tariffe rappresenta un passaggio necessario per assicurare la sostenibilità dell’intervento e rispettare le condizioni connesse al finanziamento. Nel quadro economico, inoltre, pesa il mancato riconoscimento di un contributo da 20 milioni di euro ipotizzato nella pianificazione del 2024, che ha imposto di rivedere le previsioni finanziarie senza poter contare su quelle risorse.
A questo si aggiunge l’aumento dei costi operativi, stimato in circa 1,5 milioni di euro rispetto al precedente piano, oltre alle nuove componenti di spesa legate alla digitalizzazione e ai controlli analitici.
L’incremento previsto per il 2027 è stato oggetto di confronto tra gli amministratori locali nel corso degli incontri territoriali e delle riunioni del comitato ristretto congiunto svoltesi a ottobre. Le preoccupazioni riguardano soprattutto le ricadute sulle famiglie e sulle imprese, in una fase già segnata dall’aumento del costo della vita. Una questione particolarmente sentita nei comuni montani e nelle aree colpite dal terremoto, dove le difficoltà economiche e le esigenze di ricostruzione continuano a pesare sui bilanci di cittadini e attività produttive.
Le simulazioni contenute nella documentazione evidenziano, tuttavia, che un eventuale blocco dell’aumento del 7% comporterebbe minori ricavi per circa 14,3 milioni di euro nel periodo 2027-2029. Una riduzione che, secondo le valutazioni economico-finanziarie, potrebbe compromettere l’equilibrio della gestione, il rispetto dei parametri richiesti per il servizio del debito e la capacità di portare avanti gli interventi infrastrutturali programmati.
Il confronto di oggi dovrà quindi tenere insieme due esigenze: contenere, per quanto possibile, l’impatto delle bollette su famiglie e imprese e garantire le risorse necessarie alla sicurezza e all’efficienza del servizio idrico.
L’aggiornamento arriva dopo una serie di aumenti che negli ultimi anni hanno interessato il servizio idrico del Piceno e del Fermano. Nel 2022 le tariffe erano cresciute dell’8,45%, con l’introduzione della tariffazione pro capite per le utenze domestiche residenti; nel 2023 l’incremento era stato del 7,5%, anche per far fronte ai rincari energetici e delle materie prime. Nel 2024 era seguito un ulteriore adeguamento del 7,3%, mentre il 2025 era stato caratterizzato da una fase di stabilizzazione.
Alla base degli interventi tariffari ci sono anche le conseguenze del terremoto del 2016, che ha danneggiato la sorgente del Pescara, una delle principali risorse idriche del territorio, rendendo necessari investimenti per rafforzare l’approvvigionamento e garantire la sicurezza delle reti. A queste esigenze si sono sommati il forte aumento dei costi dell’energia, che incide sulle attività di pompaggio, sollevamento e depurazione, e il rincaro dei materiali utilizzati per la manutenzione e la realizzazione delle infrastrutture.
Il nuovo aggiornamento tariffario rappresenta dunque un passaggio rilevante per la programmazione economica della Ciip nei prossimi anni. L’esito della riunione dell’Aato 5 sarà determinante per definire il percorso della proposta e il successivo iter di approvazione da parte di Arera.














