di Franco De Marco
Il cioccolato è buono, piace a tutti e fa stare bene. Ma in Piazza del Popolo può essere indigesto. Si è appena chiuso il Festival del cioccolato artigianale. Successo sicuro di pubblico. Ma è Piazza del Popolo la location più adatta?
Nessuno ce l’ha col cioccolato, naturalmente, né tanto meno con gli organizzatori che fanno il loro lavoro legittimamente. In questo caso il Festival del cioccolato è semplicemente preso a rappresentanza di un genere di manifestazioni, legate essenzialmente al settore alimentare, e dà lo spunto per tornare su un tema già trattato da Cronache Picene. L’interrogativo è questo: è opportuno o giusto che le due piazze simbolo di Ascoli, ovvero Piazza del Popolo e Piazza Arringo, due piazze monumentali la cui bellezza è unanimemente riconosciuta, possano essere utilizzate per manifestazioni, mostre, mercati, o simili, che non siano particolarmente significative, identitarie o legate strettamente alla cultura e alla tradizione della città?
E lasciamo stare i mercati ambulanti bisettimanali. Per Piazza Arringo, ad esempio, passi per Fritto Misto e Ascoliva che mettono in vetrina una specialità che solo Ascoli può offrire e che porta il nome del capoluogo piceno in tutto il mondo. Per Piazza del Popolo, che dire, passi il Mercatino dell’antiquariato e passino i gazebo certamente non eleganti come l’ambiente richiederebbe. Però basta così. A meno che non si tratti di eventi (intesi sempre come fatti davvero straordinari e non routine itinerante in paesi e paesetti) culturali – magari potesse tornare l’opera lirica o un grande concerto sinfonico – o comunque di alto valore. Non è sufficiente che siano solo capaci di attirare un gran numero di persone. No ad Aperistreet, ad esempio, no alla sabbia con l’ombrellone di una volta, no ai gonfiabili, no ai bancali per terra, eccetera. Questa è un’opinione. Le bancarelle per la vendita del cioccolato, pur artigianale quanto vuoi e pur di alta qualità, pur buonissimo, avrebbero potuto trovare una location meno impattante con l’ambiente e meno invasiva. Non che Piazza del Popolo e Piazza Arringo siano “sacre” e inviolabili, tuttavia il rispetto e l’etica del luogo, la bellezza architettonica assoluta, la storia, la “cartolina”, dovrebbero essere maggiormente salvaguardate. Non si può fare tutto in un luogo. Ci sono luoghi per una cosa e luoghi per un’altra. E comunque le “attrezzature”, in generale, dovrebbero sempre rispettare un’estetica adeguata (altro vecchio tema mai risolto).
Perché il ragionamento è anche un altro. Se si concede Piazza del Popolo per la vendita del cioccolato artigianale, o manifestazione similare, allora la stessa Piazza del Popolo potrebbe andar bene anche per la vendita, che so, di panettoni a Natale, di colombe a Pasqua, magari del vino Doc, dell’olio di tenera ascolana, di mele rosa, anche di porchetta, perché no, eccetera.
E’ un’opinione. E allora: fino a che punto può arrivare lo “sdoganamento” di Piazza del Popolo e Piazza Arringo? Bella domanda. Ma sia chiaro che, se l’Amministrazione comunale decide che in questi due luoghi simbolo di Ascoli si può fare tutto, dalle olive ripiene alla cioccolata agli arrosticini alla porchetta, o quasi tutto, lo metta nero su bianco e stabilisca un indirizzo e una regola. Così si taglia la testa al toro una vota per tutte e non ci si pensa più.
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