
Il curatore Alessandro Zechini con il catalogo della mostra (fotoservizio di Pierluigi Giorgi)
Sarà attiva fino al 12 gennaio 2020 la mostra dedicata alla collezione di Giorgio Valentini, allestita presso la Galleria di Arte Contemporanea “Licini”, nell’ambito del progetto “Grandi collezioni al museo“, che consiste nel far arrivare in loco una collezione internazionale all’anno.

Pubblico in visita alla Galleria “Licini”
Il curatore Alessandro Zechini continua a rivelare una capacità e una curiosità instancabili nel proporre scelte sempre fuori dal coro. La selezione concordata con Valentini lo testimonia. Nella selezione di 20 artisti internazionali, oltre alla qualità delle opere e dei progetti a colpire è anche il dato anagrafico. Nessuno di loro scende sotto la soglia degli anni ’70, come anno di nascita, aspetto questo che si ritrova nelle freschezza delle proposte. Fra gli altri questo elemento è anche uno dei meriti del collezionista che ha sempre dimostrato la capacita di saper anticipare le grandi gallerie. Un intuito che non nasce dalla fortuna ma dalla conoscenza di un mondo non facile da leggere e che gli ha permesso di acquisire artisti prima che acquisissero fama internazionale e che crescessero nelle quotazioni di fondazioni e collezioni più blasonate e strutturate. Tanto per fare un esempio l’opera di Christian Holstad, in copertina del catalogo della mostra, è stata esposta alla “Tate Modern” di Londra.

Giorgio Valentini
Valentini, durante il varo dell’esposizione, ha ricordato che l’arte contemporanea in Italia paga un ritardo accumulato in anni di stasi e immobilismo endemico. Presenti nell’occasione anche l’assessore alla cultura Donatella Ferretti e il presidente di Arte Contemporanea Picena Andrea Valentini (le omonimie sono solo fortuite coincidenze). Tutti hanno dato prova di avere una visione lungimirante e stimolante per la città.
«Questa mostra -si legge nella presentazione- ci racconta la passione di Valentini per la letteratura con i lavori di Backy Beasley, Josh Smith e Alexandre Singh; il suo interesse per la fotografia rappresentato dai lavori di Amalia Pica, Ahmet Ogut e Bouchra Khalili; l’amore per la pittura raccontato dalle opere di Lito Kattou, Charles Avery e Jamie Shovlin; l’attenzione per la scrittura con Danh Vo, la stampa con Gardar Eide Einarsson, per finire con la parte più consistente della mostra che ci permette di allargare i confini della scultura con i lavori di Athena Papadopoulos, Chiharu Shiota, Christian Holstad, Cleo Fariselli, Ian Kiaer, Oscar Tuazon, Roman Stetina, Rowena Harris e Simon Denny».

Opere in mostra
Spesso ad Ascoli si è mossa la critica di una proposta culturale non interessante e all’altezza. Grazie alla progettualità di tutti gli attori coinvolti, le proposte che si stanno mettendo in campo stanno rompendo questo assioma. Ora saranno i cittadini a dover dimostrare di avere la stessa vivacità e voglia di indagare, guardare e cercare di capire, con curiosità e non avendo paura di dire se un’opera piaccia oppure no. Un invito ai giovani a venire a vedere queste opere, una occasione per utilizzare lo smartphone come utile strumento di ricerca per ricercare e indagare la poetica che muove la creatività degli autori.
I prossimi appuntamenti: giovedì 10 Ottobre, alle ore 18, un’altra grande mostra “From Bauhaus to our school“, il giorno seguente sempre alle 18 l’incontro con il critico Carlo Vanoni.

Unicam, “From Bauhaus to Our School”; mostra alla Galleria Licini
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