di Bruno Ferretti
Fabrizio Castori, che sabato tornerà al Del Duca alla guida del Cesena (come Cacia e Chiricò), per l’Ascoli non è un ex qualunque. Molto di più. Intanto perché è marchigiano (nato a San Severino, residente a Tolentino), ma soprattutto perché si è sempre dichiarato tifoso dell’Ascoli, anche prima di diventarne l’allenatore.

Fabrizio Castori
Certo è che sabato prossimo, da serio professionista quale è, Castori cercherà di fare il massimo per il suo Cesena, ma l’Ascoli – come ha più volte dichiarato – è sempre stato nel suo cuore fin da ragazzo quando si recava a vedere le partite dei bianconeri di Rozzi e Mazzone in serie A. Castori fece anche un compito a scuola su Renato Campanini, goleador di quell’Ascoli che nei primi anni ’70 dalla serie C raggiunse il massimo campionato. Il tema era sul personaggio più ammirato e lo studente Castori non ebbe dubbi: Campanini. Tanti anni dopo enorme è stata la sua soddisfazione quando fu chiamato ad allenare l’Ascoli. Per Fabrizio un sogno che si realizzava.
Accadde durante il campionato di serie B 2010-2011. Era novembre e l’Ascoli di Gustinetti stava precipitando sul fondo della classifica. L’allora presidente Roberto Benigni e i suoi collaboratori decisero di affidare la squadra a Castori che accettò con entusiasmo. Debuttò contro il Novara al Del Duca (1-1, gol di Lupoli su rigore), poi l’exploit con due vittorie consecutive in trasferta: 0-1 a Sassuolo (gol di Lupoli) e 1-2 a Pescara con reti di Djuric e Cristiano. L’Ascoli fu protagonista di una grande, indimenticabile, rimonta che lo portò alla salvezza. L’ultima, decisiva, vittoria in casa contro la Triestina (3-0) con doppietta di Feczesin e gol di Moretti. Poi festa grande in piazza con tutta la squadra, Castori e i tifosi in tripudio. In Lega Pro retrocessero Frosinone, Portogruaro, Triestina e Piacenza. Sabato prossimo Fabrizio Castori sarà avversario del Picchio con quella tenacia che è una delle sue qualità. Siamo convinti che, in cuor suo, spera nella doppia salvezza di Cesena e Ascoli.

Daniele Cacia
Daniele Cacia, invece, con i suoi gol (29 in 67 partite) è stato decisivo per la salvezza dell’Ascoli nei campionati di B 2015-2016 e 2016-2017. Aveva un altro anno di contratto e ad Ascoli sarebbe rimasto molto volentieri. Era diventato un beniamino dei tifosi. Ma la dirigenza decise di mandarlo via come fosse un appestato. Cacia fu trattato male e messo fuori squadra : capì che non lo avrebbero mai fatto giocare e allora decise di andar via accettando l’offerta del Cesena. Ha già affrontato l’Ascoli da ex all’andata (0-2) e a fine partita, nonostante l’amarezza per la sconfitta in casa, Cacia andò sotto la curva ospiti a salutare e ringraziare i tifosi ascolani. Una scena bellissima. Gli manca un solo gol per raggiungere Schwoch in vetta alla classifica dei marcatori di tutti i tempi in serie B (135). Gli auguriamo di realizzarlo – magari anche due – nella successiva partita contro la Pro Vercelli.

Cosimo Chiricò
Ritorno bis da ex per Cosimo Chiricò (26 anni) che il 12 novembre scorso ha giocato al Del Duca con il Foggia. Entrò nell’ultimo quarto d’ora al posto di Nicastro, realizzando dopo pochi minuti il secondo gol del Foggia (0-2). Chiricò è stato nell’Ascoli, in serie C, nella stagione 2014-2015 senza lasciare il segno (25 presenze, 3 gol) dimostrando però di aver qualità tecniche non comuni. Nel girone di andata del campionato in corso, Chiricò ha giocato tutte le partite con il Foggia (21 con 4 gol), poi si è svincolato ed è passato al Cesena.
QUI CESENA – Il Cesena oggi si è allenato allo stadio “Manuzzi” a porte chiuse. Laribi, Fazi e Perticone hanno svolto lavoro ridotto in palestra. Tutti i giocatori sono disponibili, ma Castori ha aggregato alla prima squadra Ingrosso e Salcuni, due ragazzi della Primavera.














