
Dopo la partita, una volta a casa in completo relax, Serse Cosmi ha postato su Instagram questa foto con scritto “Sarà un caso? Non credo!”. I calzini rossi che ha indossato per la partita gli hanno portato fortuna. Cosmi come Rozzi!
di Claudio Romanucci
La vittoria sotto il diluvio scaccia per ora i fantasmi. L’Ascoli accorcia in classifica sulle avversarie, coinvolge il Cesena nel fango della zona retrocessione e ritrova la gioia in casa dopo 4 mesi di digiuno. Il raccolto tiene vive le speranze di salvezza. Serse Cosmi si è agitato nell’area tecnica per tutta la gara, sgolandosi fino in ultimo per chiedere ai suoi di rimanere alti e non farsi “stringere” dagli assalti finali dei romagnoli.

Serse in sala stampa a fine partita
«Mi agito perché partecipo così alla gara, c’è chi fuma o fa altro. Con Castori abbiamo nei dna la sofferenza, per me lui è un amico. Col Cesena non ho mai perso. Oggi non si può rimproverare nulla a nessuno, oggi l’ambiente era positivo. Ditemi voi se il primo tempo poteva chiudersi 1-1. Ho pensato ad un destino infame, le loro punte non erano mai entrate in area di rigore. Facciamo cose bellissime, non da squadra da penultimo posto (palla al piede), poi la paura di vincere ci porta ad errori di precipitazione. Queste vittorie devono aiutarci ad eliminare questi aspetti. Visto come si possono subire due contropiedi quando si è in superiorità numerica?».
Clemenza dietro le punte? «Ha una qualità enorme, è decisivo. Guardate che ha fatto oggi, lui deve solo maturare fisicamente, ma il piede è da serie A di grande livello. Ha margini, ma oggi non è da massima divisione. Kanoutè? Non sa nemmeno lui quanto è forte, ma ha fatto qualche errore che poteva costarci caro. Parliamo di un giocatore che ha strutture fisica ed eleganza. Martinho ora sta meglio, perchè l’inattività toglie molto. Ganz sta pian piano migliorando, deve riacquistare forza nervosa e fisica. Al momento non possiamo permetterci di giocare con elementi da ricostruire. Io lo aspetto e lui sa che faremo di tutto per farlo esprimere: a noi serve che ci dia quello che sa fare. A Lanni ho detto che deve dimostrare di meritarsi il posto. Credo che una competizione sana aiuti, e capisco che l’alternanza tra i portieri non è il massimo. Ma adesso lasciatelo stare».














