
D’Urso e Carpani sono subentrati dalla panchina, ma non è cambiato niente
di Bruno Ferretti
(fotoservizio Edo)
C’era una volta l’Ascoli. Una squadra che non si arrendeva mai e proprio nei momenti di maggiore difficoltà sapeva reagire mettendo in campo anima e cuore. Quell’Ascoli non esiste più. Adesso c’è qualcosa che assomiglia vagamente ad una squadra di calcio, una squadra che gioca male e non dimostra carattere.

Clemenza pressato da due avversari
Nettamente sconfitta in casa dalla Salernitana (che non vinceva da sei giornate) vede allontanarsi sempre più la salvezza. Le speranze stanno diventando illusioni e non potrebbe essere diversamente d fronte a certi risultati: l’Ascoli ha perso 15 delle 29 partite disputate. E a fine partita è scoppiata la contestazione dei tifosi che sotto la pioggia battente sono rimasti ai cancelli dello stadio per manifestare tutta a loro rabbia. La loro enorme delusione.
Il gol della bandiera realizzato nel quarto e ultimo minuto di recupero da Carpani (ha deviato un tiro da fuori di Buzzegoli) non attenua la grande delusione del popolo bianconero. Doveva essere la partita del riscatto, è diventata la partita del crollo totale. Ma errori e responsabilità stanno a monte e sono di chi ha costruito – la scorsa estate – una squadra che farebbe fatica anche in Lega Pro, e poi l’ha rinforzata male al mercato di riparazione con scelte sbagliate. Alcune inconcepibili.

La squadra prima del fischio d’inizio
Le colpe, insomma, non sono tanto della squadra che va in campo con tutta la sua mediocrità, nè di Cosmi che è subentrato in corsa, ma di chi sta in sede al civico 21 di corso Vittorio Emanuele e prende le decisioni. Decisioni quasi tutte sbagliate che hanno affossato l’Ascoli. E’ inutile guardare adesso la classifica perché mancano i risultati di ben 10 partite: 7 rinviate causa neve nelle ultime due giornate e 3 posticipi che si disputeranno fra domenica 4 e lunedì 5. Oggi sabato 3 marzo si sono disputate solo 5 partite e i risultati non sono stati confortanti per il Picchio perché il Cesena ha vinto a La Spezia e la Ternana ha battuto la Cremonese. L’Ascoli resta penultimo ma con un solo punto di vantaggio sul fanalino di coda Ternana. La situazione, insomma, è drammatica.

Ganz in campo dopo mezzora
La giornata comincia male con l’infortunio muscolare di Lanni nel riscaldamento. L’ennesimo? Sarà un caso? In porta va Agazzi, all’esordio casalingo. Al posto degli infortunati Mogos, Martinho e Bianchi giocano, rispettivamente, Baldini, Mignanelli e Addae. Sorprende Baldini, che è un’ala sinistra, schierato terzino destro. Clemenza fa la seconda punta vicino a Monachello. L’Ascoli nella prima fase effettua un paio di azioni offensive con Mignanelli che scende veloce sulla fascia sinistra e mette in mezzo ma nessuno raccoglie. La Salernitana, schierata da Colantuono con il modulo 4-3-3, risponde con le incursioni di Casasola sulla destra. E sfiora il vantaggio al 16’ quando Agazzi non intercetta il cross basso dell’argentino e la palla attraversa tutto lo specchio della porta. Il gol che sblocca la gara arriva prima della mezz’ora.

Addae contrasta Popescu
Agazzi salva su Bocalon ma sugli sviluppi dell’azione lo stesso Bocalon lo batte deviando il pasaggio del belga Kiyine dalla sinistra. Cosmi sostituisce subito Kanoutè con Ganz e cambia modulo passando dal 3-5-2 al 4-3-1-2 dove Clemenza gioca alle spalle delle due punte Moncahello e, appunto, Ganz. Quest’ultimo, appena entrato, centra basso dalla destra e Schiavi in caduta intercetta col braccio. Gli ascolani invocano il rigore ma l’arbitro fa proseguire.
Nella ripresa ci si aspetta una reazione del Picchio. Attesa vana. Sprocati dopo tre minuti ha la palla per raddoppiare ma tira sull’esterno della rete. L’Ascoli risponde con un colpo di testa di Ganz, su cross di Clemenza, fuori di poco. Secondo cambio: entra D’Urso, esce Baldini. La Salernitana risponde subito inserendo Popescu al posto di Pucino.

La curva sud prima della grande delusione
E al 20’ raddoppia. Punizione-cross i Kiyine dalla sinistra nel mucchio l’argentino Casasola anticipa tutti e in scivolata la mette dentro. Anche in questa circostanza i difensori dell’Ascoli non arrivano sulla palla per liberare. Passano cinque minuti e arriva il tris. Va a segno ancora Bocalon che si regala una doppietta nel giorno del 29° compleanno. L’assist, stavolta dalla destra, è di Minala. Ascoli zero, Salernitana tre. La partita è già finita ma c’è ancora mezzo tempo da giocare. Agazzi evita il poker dei campani parando a terra su Sprocati, dall’altra parte Radunovic salva su Ganz. Entra Carpani al posto di Clemenza e proprio Carpani, salva l’onore dell’Ascoli, deviando in extremis un tiro di Buzzegoli. L’arbitro fischia la fine senza rimettere palla al centro. Per l’Ascoli e i suoi tifosi la fine di un incubo.
ASCOLI (3-5-2): Agazzi; De Santis, Padella, Gigliotti; Baldini (15’st D’Urso), Addae, Buzzegoli, Kanoutè (30’pt Ganz), Mignanelli; Clemenza (29’st Carpani), Monachello 5. A disposizione: Lanni, Novi, Diop, Mogos, Pinto, Cherubin, Castellano, Varela, Ventola. Allenatore: Cosmi.
SALERNITANA (4-3-3): Radunovic; Casasola, Tuia, Schiavi, Pucino (17’st Popescu); Minala, Signorelli (32’st Zito), Kiyine; Di Roberto, Bocalon, Sprocati (38’st Odjer). A disposizione: Adamonis, Vitale, Mantovani, Rosina, Della Rocca, Akpa Akpro, Palombi, Asmah, Monaco. Allenatore: Colantuono.
ARBITRO: Nasca di Bari (assistenti Baccini e Soricaro, 4° ufficiale Balice).
RETI: 29’pt e 25’st Bocalon (S), 20’st Casasola (S), 49’st Carpani (A).
NOTE: ammoniti Schiavi (S) e Casasola (S) per gioco falloso, Kiyine (S) e Mignanelli (A) per proteste. Spettatori paganti 1.528 per un incasso di 10.021 euro, abbonati 2.678, quota 19.774 euro. Angoli 6-5 per l’Ascoli. Recupero: 3’+4’.

Il ricordo del tifoso Danilo Aquilanti prima della partita: la moglie e la figlia (sotto) con Rosseti















