di Franco De Marco
Uscirà nelle sale di tutta Italia, ed anche ad Ascoli nel Nuovo Cineteatro Piceno, dal prossimo 12 aprile (anteprima mercoledì a Napoli), “Il cratere”, film della regista ascolana Silvia Luzi e Luca Bellino (La Sarraz Distribuzione). La stessa regista sarà presente, domenica 15 aprile, alle 18, nella sala di Largo Manzoni, per un incontro con il pubblico prima della proiezione della pellicola. Insieme a lei ci sarà anche l’altro, certamente più famoso, regista ascolano Giuseppe Piccioni. I due sono amici e a Roma si frequentano spesso. Appuntamento da non perdere per i cinefili. Sarà l’occasione per conoscere da vicino questa ragazza di grande talento che ha lasciato Ascoli molto giovane e, dopo un brillante inizio di carriera nel giornalismo, si è dedicata al cinema ottenendo significativi riconoscimenti. Si parlerà naturalmente soprattutto del film in uscita, della storia che racconta e dei segreti della produzione.

Silvia Luzi e Luca Bellino
Il titolo, “Il cratere”, non ha nulla a che vedere con il “cratere” ascolano provocato dal terremoto ma si riferisce ad un’area geografica alle pendici del Vesuvio dove domina il culto del neomelodico ovvero uno stratificato filone musicale che si distingue dalla canzone napoletana classica e che ha un suo mondo particolare. Cratere è anche il nome di una costellazione luminosissima ma che dalla terra non si può vedere.
“Il cratere” è stato presentato questa estate alla “Settimana della critica” della Mostra del Cinema di Venezia, ottenendo critiche molto positive, anche entusiastiche, ed ha ricevuto successivamente il Premio Speciale della Giuria, presieduta Tommy Lee Jones, al 30esimo Tokyo International Film Festival. Dopo l’uscita in Italia andrà nelle sale di gran parte dell’Europa e anche in Cina e in Gappone.
Il film, tutto con primissimi piani e parlato in napoletano strettissimo, racconta la storia di un padre (Rosario), ambulante che regala peluche a chi pesca un numero vincente, e della figlia tredicenne (Sharon), padre e figlia anche nella vita di tutti i giorni. Finzione e realtà si intrecciano. Sharon è bella e sa cantare e il padre, alle prese con una vita di stenti, la vede come possibilità di riscatto per una vita migliore. Ma non considera che si tratta di una bambina che ha ancora bisogno di maturare, di giocare, di affetti infantili, che non può essere oppressa e che alla fine sceglierà la libertà. Ecco che la ricerca del successo si fa ossessione e il talento condanna. E’ un film che riporta ad un fenomeno purtroppo molto diffuso nella società di oggi. Quello di genitori che sottopongono i propri figli, anche molto piccoli, a forti pressioni e fatiche inaudite pur di raggiungere un presunto successo che nasconde il più delle volte una rivincita personale.

La locandina del film
Silvia Luzi, ascolana purosangue, genitori insegnanti, 42 anni, sempre a pieni voti, si è laureata in Scienze della comunicazione alla Lumsa di Roma, è diventata giornalista professionista con praticantato al Corriere della Sera, ha collaborato con Il Messaggero (anche nella Redazione di Ascoli), poi è entrata in Rai facendo parte della Redazione Esteri del Tg1 e Speciali Tg1, ha realizzato inchieste e reportage dall’Italia e dall’estero. Nel 2006 la sua inchiesta “Racket e randagismo ha vinto il Premio Rai/Ordine Nazionale dei Giornalisti come migliore inchiesta dell’anno. Ha collaborato anche con la trasmissione “Presa diretta” di Riccardo Iacona (Rai 3). Per Current Tv di Sky ha prodotto e realizzato inchieste e reportage ottenenendo sempre importati riconoscimenti.
Nel 2007 ha iniziato l’attività come indipendente con il documentario “La minaccia” su Hugo Chavez e la rivoluzione bolivariana partecipando a più
di 50 festival internazionali di cinema e ottenenedo numerosi riconoscimenti tra i quali la nomitation ai David di Donatello e il New York Filamker Prize. Con l’inchiesta “Maternità precaria” ha vinto il Premio Ilaria Alpi nel 2011 e nello stesso anno ha realizzato “Vatican Insider”, una serie di 5 puntate destinata al mercato estero sulle finanze del Vaticano. Nel 2012 il suo lungometraggio, sempre con Luca Bellino, “Dell’arte della guerra” è stato in concorso ufficiale al XXII Festival internazionale del film di Roma ed ha vinto il premio Biblioteche di Roma come Miglior Documentario di Narrazione. “Il cratere” è il primo lungometraggio di finzione. Sicuramente questi due registi non si fermeranno qui.














