La situazione dell’Albula

«Conosciamo bene il problema dell’erosione degli argini del torrente Albula, e non solo nella zona industriale ai confini con San Benedetto. Purtroppo nel nostro bilancio non è possibile reperire risorse, neanche per la progettazione tecnica». Potrebbe finire qui l’intervista al sindaco, da sei anni, Pierpaolo Rosetti. Senza soldi non si può scongiurare il rischio che le due strade, che costeggiano le sponde dell’Albula, non finiscano “nel fosso”, magari trascinando qualche auto nell’acqua e, cosa ancora peggiore, impedendo l’accesso ad alcuni capannoni o persino interrompendo la viabilità verso San Savino.  «So bene che, se l’erosione dovesse creare problemi o procurare danni, la responsabilità ricadrà tutta sulla mia persona – spiega il sindaco -, ma al momento ho solo fatto presente come stanno le cose ad Autorità di Bacino, Regione e Provincia». Per far capire il suo “bambole non c’è una lira”, Rosetti fa un esempio: «In Bilancio abbiamo appena 19mila euro per il settore turismo. Non abbiamo margini di manovra. Quasi tutte le uscite interessano il personale, i servizi essenziali e le manutenzioni indispensabili, quali l’asfaltatura delle strade».

Ma se è vero che non ci sono fondi, non per questo si deve aspettare il peggio per trovarli. Un esempio: l’ufficio Lavori Pubblici del Comune di San Benedetto, che più di Acquaviva avrebbe da perdere da una erosione che bloccasse le due strade, potrebbe predisporre la progettazione tecnica per consolidare gli argini. Poi Provincia e Regione. Soprattutto quest’ultima ben conosce come il torrente Albula sia un problema per la costa, e che Acquaviva non ha la forza economica per mettere i sicurezza i corsi d’acqua che attraversano il suo territorio. Per questo dovrebbe intervenire poiché “le leggi si interpretano”.

Il tutto sperando che gli argini reggano.

(epi)

 

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