
Soncin tra i tifosi bianconeri nella curva del Comunale di Chiavari
Ha seguito la partita in curva in mezzo ai 500 tifosi tifosid el Picchio giunti da Ascoli. L’aveva promesso e non è voluto mancare all’appuntamento decisivo per le sorti del “suo” Ascoli. Andrea “cobra” Soncin ha tifato dal vivo la squadra alla quale è rimasto particolarmernte legato nonostante abbia avuto una carriera lunga (e ricca di gol) indossando tante maglie in tutti i campionati nazionali.

Uno dei tanti gol segnati da Soncin con la maglia dell’Ascoli
Salutati gli amici della curva dopo il triplice fischio che ha sancito lo 0-0, Soncin ha ripreso la strada di casa. Poi, ad un certo punto, ha scritto questo messaggio che ci piace riportare integralmente: “Sono le 00:42, mi mancano 254 km per arrivare a casa. Ho sempre vissuto queste partite dall’altra parte della staccionata, senza rendermi realmente conto di ciò che accadeva fuori, perdonatemi, l’ho fatto involontariamente. Questa sera però ho capito che un giocatore non deve giocare solo per la sua passione, non lo deve fare solo per il mister o i compagni, solo per la società o la sua famiglia, solo per lo stipendio o per la gloria, ecco questa sera ho capito che c’è un motivo molto più nobile che può far superare ogni ostacolo non sentendo la fatica: l’amore incondizionato dei tifosi, persone che si sobbarcano chilometri, che investono tempo e denaro, che mettono da parte famiglia e chiunque altro, solo per la propria passione. Ecco un calciatore dovrebbe pensare a tutto questo amore. Ed è solo grazie a questo amore che il calcio trova un senso e i calciatori vivono nella gloria!”














