Era il 9 ottobre del 2024 quando un’anziana coppia di Maltignano è rimasta vittima di una brutale aggressione ai fini di rapina, da parte di due malviventi che, a volto coperto, sono piombati nell’abitazione dei due, sfondando la porta.
Sotto la minaccia di armi da fuoco, i rapinatori costrinsero gli anziani ad aprire la cassaforte, dalla quale sottrassero circa 4.000 euro in contanti. Gli anziani, completamente inermi anche perché legati con una corda, furono ripetutamente percossi, riportando lesioni in diverse parti del corpo tali da rendere necessario il ricorso alle cure mediche (leggi l’articolo).

(Immagine di repertorio)
Oggi, 12 gennaio, su disposizione della Procura di Ascoli Piceno, i Carabinieri del Comando provinciale, con l’impiego di circa trenta militari in divisa e in abiti civili, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari.
L’operazione, condotta con il supporto del Comando provinciale Carabinieri di Teramo e delle Unità Cinofile di Pesaro e Chieti, ha portato all’arresto di due soggetti, all’applicazione dell’obbligo di dimora nei confronti di un terzo indagato e alla denuncia a piede libero di un quarto soggetto.
Il provvedimento ha riguardato persone tutte note alle forze dell’ordine e residenti nella provincia di Teramo, ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di rapina pluriaggravata, con contestazione della recidiva specifica, ai danni della coppia di anziani coniugi ultraottantenni.
Le indagini, avviate immediatamente e denominate “Ultimo Nodo”, sono state condotte dai Carabinieri sotto il costante coordinamento della Procura di Ascoli Piceno. L’attività investigativa si è sviluppata attraverso una complessa e articolata serie di accertamenti, a partire dal sopralluogo sulla scena del crimine e dall’analisi del profilo genetico (Dna) di uno degli indagati, rinvenuto su una corda utilizzata per immobilizzare le vittime.
Ulteriori approfondimenti, basati sull’acquisizione di testimonianze, sull’analisi dei tabulati telefonici e sull’esame delle immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza presenti lungo le possibili vie di fuga, hanno consentito di identificare tutti i presunti responsabili, delinearne i ruoli e ricostruire nel dettaglio la dinamica della rapina.
Il grave quadro indiziario emerso è stato condiviso dall’autorità giudiziaria e ha consentito l’emissione delle odierne misure cautelari.
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