di Luca Capponi
La domanda che toglie il sonno, o almeno dovrebbe, in un mondo sempre più dominato dall’indifferenza, è la seguente: nel 2026, in una società civilizzata ed evoluta, possono ancora accadere queste cose?
Possono, due giovani vite, spegnersi dentro una tenda accampata sulle sponde di un fiume, a due passi dalla città, forse a causa delle esalazioni provenienti da una stufetta? Possono morire così, nel segno del disagio e della disperazione?

Maria Alejandra Nigrotti
Se a tutto ciò, poi, si aggiunge il fatto che la donna era in attesa di un bambino, la domanda risuona in maniera ancor più assordante. E drammatica.
C’è da scommettere che chi ha ancora una coscienza ad Ascoli, e in tutto il Piceno, si starà sicuramente ponendo un quesito per cui, fino a qualche giorno fa, non vi era che una sola risposta: no.
E invece, quanto accaduto ieri a Maria Alejandra Nigrotti (classe 1994) ed Evandro Maravalli (1997) ha sbattuto davanti a tutti, nessuno escluso, una realtà ben diversa. Una realtà senza isole felici. Ben distante da quella che spesso ci dipingiamo da soli. Dove le parole, soprattutto adesso, servono a poco. Anzi, a niente. E dove tutti, ribadiamo, dovrebbero farsi un esame interiore.

Evandro Maravalli
Così come a niente serve, nell’immediato post tragedia, mettersi a cercare un senso. Gli unici, qui, a uscirne bene sono quelle persone che hanno provato a fare qualcosa. Perché, per fortuna, ci sono. Esistono.
Come la signora che ha avvertito la Polizia locale una volta capito quanto stava accadendo lì sotto: i due ragazzi, infatti, da giorni provavano ad accamparsi lungo il Tronto, ed erano stati notati.

La tenda lungo le sponde del fiume Tronto
Anche, ci risulta, da altre due persone che, dopo avere avvertito (pure loro) chi di dovere, avevano provato a parlare coi due ragazzi, tentando di dissuaderli e tornando sul posto più volte per trovarli e parlarci nuovamente.
Per il resto, la ragione ci induce a chiudere qui. Nel silenzio e nel rispetto. Aspettando e sperando che questa triste storia venga metabolizzata e, alla fine, finisca per insegnare qualcosa.
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