Bolkestein, i balneari preparano ricorsi contro Agenzia del Demanio, Regione, Comune e Agcom

SAN BENEDETTO - Gli avvocati Vincenzo De Michele e Gabriella Guida insieme a Giuseppe Ricci dell'Itb pronti a rivolgersi al Tribunale Civile e non al Tar: «La legge Amato del 2001 sul rinnovo automatico e la legge Renzi del 2016 sono tutt'ora vigenti. Le faremo rispettare nelle sedi competenti»
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Vincenzo De Michele, Giuseppe Ricci e Gabriella Guida all’hotel Relax

Una assemblea molto partecipata quella che si è svolta all’Hotel Relax di San Benedetto, organizzata dall’Itb Italia di Giuseppe Ricci con gli avvocati Vincenzo Di Michele e Gabriella Guida. Il tema, il solito: l’applicazione della direttiva Bolkestein al sistema balneare italiano: erano presenti molti imprenditori balneari tra cui diversi provenienti anche dal Molise, da Senigallia, alcuni dalla Puglia e dal vicino Abruzzo.

 

Hotel Relax scelto non casualmente in quanto di proprietà di Nicola Mozzoni, candidato sindaco del centrodestra, che infatti era presente con diversi candidati consiglieri. Al termine dell’incontro De Michele e Guida hanno dato ai presenti una traccia del contenzioso che in molti sembrano disposti ad aprire. La motivazione alla base è che, secondo De Michele e Guida, la direttiva Bolkestein è semplicemente non applicabile al sistema balneare italiano. E per farlo la strategia non sarà quella dei ricorsi amministrativi (Tar e Consiglio di Stato) ma verso i giudici civili, quindi i Tribunali: «Questo in virtù di una ordinanza suprema della Corte di Cassazione del 2023, la quale specifica che la natura pubblica del suolo occupato non incide sulla qualificazione del rapporto instaurato, per cui il tema è sottratto alla competenza del giudice amministrativo».

 

Vincenzo De Michele, Giuseppe Ricci e Gabriella Guida all’hotel Relax

«Proponiamo come azione giudiziaria il ricorso davanti al Tribunale civile in cui chiedere nei confronti dell’Agenzia del Demanio, del Comune e della Regione l’accertamento della legittimità dell’occupazione del demanio marittimo in base al titolo concessorio e alla legittima proroga legislativa a tempo indeterminato, sia ai sensi dell’articolo 19 comma 1 della legge 88/2001 attualmente vigente sia secondo quanto previsto dall’articolo 24 comma 3 del decreto legge 113/2016 pure vigente e, in subordine, fino al 31 dicembre 2033 con corresponsione dei canoni nella misura prevista per l’occupazione legittima, nonché nei confronti dell’Agcom il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti a tutta l’attività illecita per impedire il legittimo svolgimento del rapporto concessorio» scrivono De Michele e Guida.

 

«La prova della non applicabilità della Bolkestein alle concessioni balneari, che sono concessioni di beni, l’abbiamo avuta nello scorso dicembre, quando su ricorso presentato le concessioni per le piccole centrali idroelettriche italiane sono state escluse dalla Bolkestein proprio in quanto concessioni di beni e non di servizi», spiega De Michele.

 

Nel ricorso si chiederà anche il corretto riconteggio dei canoni demaniali per il 2023, 2024 e 2025, poiché il pagamento è stato effettuato con un errore di calcolo e una maggiorazione annua del 25,04%.

 

«Siamo pronti alla battaglia legale – ha dichiarato il presidente Itb Italia Giuseppe RicciLa legge è dalla nostra parte e lo testimonieremo».

 


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