Esordio istituzionale nel giorno dell’80° anniversario della Repubblica per Nicola Mozzoni. A pochi giorni dalla vittoria elettorale e dall’insediamento in municipio, il nuovo sindaco ha preso parte ieri mattina alle celebrazioni del 2 Giugno, vivendo il suo primo appuntamento pubblico ufficiale da primo cittadino.
Un debutto carico di significato, come lo stesso Mozzoni ha sottolineato nel corso del suo intervento: «Provo una profonda emozione nel vivere questa celebrazione come mia prima uscita istituzionale. Non avrei potuto immaginare un’occasione più significativa per iniziare questo percorso. Essere qui oggi, nel giorno della Festa della Repubblica e nell’anno in cui celebriamo il suo ottantesimo anniversario, rappresenta per me un onore e una responsabilità ancora più grande».
La cerimonia si è aperta davanti al municipio di viale De Gasperi, da dove è partito il corteo formato da autorità civili, militari e religiose, associazioni e cittadini. Il gruppo ha raggiunto il centro cittadino per la deposizione delle corone d’alloro ai monumenti dedicati ai caduti della Prima Guerra Mondiale e ai caduti per la Libertà. La commemorazione si è poi conclusa nella sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, dove è stato reso omaggio al monumento ai periti in mare.
Nel suo discorso, il sindaco ha ripercorso il significato storico della ricorrenza, definendo il 2 Giugno «una delle date più importanti della nostra storia nazionale». Un momento che, ottant’anni fa, segnò la nascita delle istituzioni repubblicane e l’avvio di una nuova fase democratica per il Paese. Mozzoni ha ricordato anche il valore storico del primo voto politico femminile: «Fu una rivoluzione silenziosa ma epocale. Le lunghe file davanti ai seggi e i volti emozionati delle donne che stringevano la scheda elettorale come il bene più prezioso restano una delle immagini più belle di quella giornata».
Ampio spazio è stato dedicato ai principi della Costituzione, indicata come punto di riferimento dell’azione amministrativa: «La nostra Costituzione continua a essere la bussola che orienta l’azione pubblica. Ci ricorda che la dignità della persona, la libertà, la solidarietà e la partecipazione sono valori che devono guidare ogni scelta amministrativa».
Da qui il richiamo all’articolo 54 della Carta, secondo cui chi svolge funzioni pubbliche è chiamato ad adempierle con disciplina e onore. «Disciplina e onore significano mettere sempre il bene comune davanti agli interessi particolari, agire con trasparenza, rispettare le istituzioni e meritare ogni giorno la fiducia dei cittadini».
Parole che Mozzoni ha legato direttamente all’inizio della propria esperienza amministrativa: «Questo monito vale per tutti coloro che svolgono funzioni pubbliche, ma oggi lo sento rivolto in modo particolare a me e alla squadra che si appresta ad assumere la guida della città. Il consenso ricevuto dai cittadini non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un impegno quotidiano. Un impegno che intendiamo onorare con serietà, dedizione e spirito di servizio».
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato il ruolo delle comunità locali nella vita democratica del Paese: «La Repubblica vive nelle sue istituzioni, ma vive soprattutto nei Comuni, nelle famiglie, nelle scuole, nelle associazioni e in tutti quei luoghi dove ogni giorno si costruisce il bene comune. È qui che prendono forma i valori della democrazia e della partecipazione».
Ad accompagnare la celebrazione sono stati la banda cittadina, la benedizione del cappellano militare don Nicola Spinozzi e la partecipazione delle associazioni combattentistiche e d’arma, insieme ai rappresentanti dell’Anpi.
Tra le curiosità della mattinata, la presenza dell’onorevole Giorgio Fede, principale sfidante di Mozzoni alle recenti elezioni comunali, intervenuto in rappresentanza delle istituzioni nazionali. Le forze armate erano invece rappresentate dal capitano in seconda della Capitaneria di porto: Francesco Sangermano.
In chiusura, il nuovo sindaco ha affidato il proprio messaggio a una riflessione sul valore attuale della ricorrenza: «La Repubblica non è soltanto una conquista del passato: è una responsabilità del presente e una promessa per il futuro». Un concetto che, nel giorno del suo debutto istituzionale, è suonato anche come una dichiarazione d’intenti per il mandato appena iniziato.
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