“Azzurra”, l’arte dei bambini per salvare il mare: oltre 300 alunni protagonisti in Piazza del Popolo (Video e foto)

ASCOLI - La gigantesca installazione ideata dall’artista Massimo Murano e realizzata con oltre 300 alunni delle scuole primarie di Ascoli e provincia ha trasformato materiali di recupero in un potente messaggio ambientale. Esposta sulle impalcature del Palazzo dei Capitani, l’opera punta a sensibilizzare le nuove generazioni sul riciclo e sulla tutela del mare
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di Walter Luzi

 

Save water. Save world. Missione ardua per gli oltre trecento alunni delle scuole primarie ascolane e picene che hanno realizzato “Azzurra”. Un’opera d’arte imponente e suggestiva che è rimasta esposta in piazza del Popolo nell’ultima settimana, appesa alle impalcature dell’ennesimo cantiere aperto in città. Neppure il Palazzo dei Capitani è riuscito a sfuggire, infatti, al tormento del restyling compulsivo che pervade tutto il centro ascolano. E ce ne fossero di opere d’arte come “Azzurra” a tentare di coprire gli scempi estetici e a mascherare i molteplici disagi.

 

Arte che salverà il mare come la bellezza salverà il mondo? Problematico continuare a sperarci con i tempi che corrono. Ma se la nostra generazione ha fallito, immolando l’ambiente sull’altare del profitto per pochi e di un falso progresso per tutti, ai bambini dobbiamo almeno tornare a indicare l’importanza dei patrimoni veri e l’unica via per tentare di recuperarli.

 

“Azzurra” affissa su Palazzo dei Capitani

I bambini delle scuole primarie di mezza provincia sono stati messi così, dall’artista Massimo Murano, di fronte all’infinita bellezza del mare e all’altrettanto grande montagna di plastica che lo minaccia. La sua arte a fare da ponte, e da faro ideale, per i piccoli scolari, destinati a ereditare tutto. Insieme alle mirabili grandezze della Natura, anche le vergognose miserie del genere cosiddetto umano che continuano a soffocarle di rifiuti.

 

“Azzurra” è una di quelle iniziative che, forse, non riuscirà a salvare né gli oceani né il mondo, ma è da applaudire, sempre e comunque, per la lodevole opera di sensibilizzazione che porta avanti verso le giovani e giovanissime generazioni. Una forma di educazione, questa, quasi sempre nuova per loro, tesa com’è alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto del mare attraverso il recupero e il riciclo dei rifiuti.

 

Una missione, ed anche un’opera d’arte in questo caso, collettiva. I rifiuti di un’esasperata società dei consumi tramutati in bellezza. Vecchie vele, scatolette di pesce, bottiglie di plastica e i più vari imballaggi di packaging, moderno e invasivo, smodato e immorale, che possono, debbono, avere una seconda vita. Animando un’opera d’arte con luci riflesse e suoni del tutto nuovi, in un contesto creativo e originale, e incitando i piccoli, fin dalla più tenera età, al recupero e al riciclo post-consumo soprattutto della plastica assassina.

 

Unica via virtuosa ed ecosostenibile, la raccolta differenziata valorizza risorse già esistenti ed è alternativa alle discariche e agli sprechi, che fra l’altro non possiamo più neppure permetterci. Cominciano così i piccoli, e prima è meglio è, a sviluppare consapevolezza ecologica e a comprendere l’utilità e l’importanza per l’ambiente di ogni, anche il più piccolo, gesto responsabile.

 

Non solo. Durante la realizzazione dei sessantaquattro pannelli in Dacron da un metro quadrato ciascuno, i piccoli scolari hanno avuto una buona occasione per poter sviluppare e migliorare tutta la gamma delle proprie capacità e predisposizioni, anche emotive e relazionali, interagendo positivamente con le tematiche proposte, su un piano sia individuale sia sociale. Quelle che i fanatici del lessico anglofilo chiamano life skills.

 

Abilità, cioè, cognitive ed emotive, fra le quali, in questa nuova era neo-barbarica che stiamo vivendo a tutti i livelli, va assolutamente recuperata l’elaborazione di un pensiero libero, critico, creativo e quindi inevitabilmente ricco, principalmente, di consapevolezza, umanità ed empatia. Un nuovo corso che possa, finalmente, riuscire a invertire la tendenza dominante all’individualismo più miope, arido ed egoista e contrapporsi alla cultura tossica diffusa, in ogni ambito, dell’usa e getta. Bottigliette di plastica, persone o sentimenti, fa uguale ormai.

 

Un momento dell’inaugurazione

 

Duemilacinquecento bottiglie riciclate ne hanno cucite i bambini sulle vecchie vele tornate a vivere al vento con “Azzurra”. In ognuna di esse hanno messo un loro pensiero, un disegnino, un desiderio, una speranza, un sogno. Come facevano i naufraghi, affidando alle onde del mare il loro disperato messaggio di aiuto chiuso dentro una bottiglia.

 

Hanno usato cannucce di bibite per costruire canneti o rigogliosi alberi tropicali. Vecchi pezzi di ceramica sono diventati pesci su quelle vecchie vele e carte nautiche consunte. O stelle, costellazioni e la luna, scrutate dai naviganti, a naso in su, da millenni, per leggervi la giusta rotta nel buio delle lunghe notti in mare.

 

Buon maestro e ispiratore per i giovani artisti in erba è stato Massimo Murano, livornese di nascita e ascolano d’adozione. Attraversatore di mari e di deserti, amante di oceani e regate a vela. Con la barra, sempre ben salda a dritta, riflessa in ogni sua opera.

 

Tre i suoi punti cardinali di riferimento: amore incondizionato per la Natura, impegno costante per la sua salvaguardia e pace vera, universale. Oggi più che mai.

 

Alunni in festa per “Azzurra”

 

Piazza del Popolo invasa dai bimbi per “Azzurra”

 

Il taglio del nastro col sindaco Fioravanti

La gioia degli alunni coinvolti


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