“Laboratorio del dopo”, focus sullo sviluppo delle aree interne

MONTALTO - L'intervento all'iniziativa per riflettere sulle prospettive di sviluppo e valorizzazione. La Cna sul palco col direttore del settore Cinema e Audiovisivo Marco Fausti e col direttor Francesco Balloni. I dati su aziende e imprese della Valdaso
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Nelle giornate di giovedì 4 e venerdì 5 giugno, Cna Ascoli Piceno ha preso parte con alcuni suoi rappresentanti al “Laboratorio del dopo”, l’iniziativa promossa a Montalto delle Marche per riflettere sulle prospettive di sviluppo e valorizzazione delle aree interne a partire dall’esperienza del progetto Metroborgo MontaltoLab.

Marco Fausti e Alessandro Tarabelli a Montalto

 

Nel corso delle due giornate, Cna ha portato il proprio contributo a un importante momento di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti e comunità locali con la partecipazione di Marco Fausti, presidente di Cna  Cinema e Audiovisivo, e del direttore Francesco Balloni.

 

In particolare, nel corso della prima giornata, il presidente Fausti ha evidenziato l’impegno dell’associazione e il dialogo costante per lo sviluppo del settore cinema a Montalto, con il coinvolgimento degli operatori associati e delle professionalità del territorio. Fausti ha espresso grande soddisfazione per gli obiettivi condivisi con l’Amministrazione comunale, ringraziando il sindaco Daniel Matricardi per la capacità di coinvolgere realtà, competenze e settori differenti all’interno di un progetto di ampio respiro, capace di integrare cultura, formazione, impresa e sviluppo territoriale.

 

Presente al dibattito anche il presidente di Cna Cinema e Audiovisivo Marche, Alessandro Tarabelli, che ha illustrato le peculiarità del comparto cinematografico e audiovisivo marchigiano, evidenziandone il ruolo crescente come motore culturale ed economico del territorio.

 

Questa mattina, invece, il direttore Balloni ha preso parte al confronto su imprenditorialità e sviluppo delle aree interne, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e del mondo della ricerca. Al centro del dibattito, il tema della capacità dei territori dell’entroterra di attrarre investimenti, generare nuove opportunità economiche e costruire reti tra pubblico e privato in grado di trasformare gli interventi di rigenerazione in occasioni concrete di crescita e occupazione.

Un’immagine dal panel a cui ha contribuito Francesco Balloni

 

I dati

 

Come evidenziato dal direttore Balloni nel suo intervento, al primo semestre 2026 Montalto delle Marche può contare su 275 imprese attive e 526 addetti totali, con 324 localizzazioni attive (sedi e unità locali). Il primo dato che balza agli occhi è la predominanza dell’agricoltura: 152 imprese su 275 — il 55% del totale — appartengono al settore primario, con 192 addetti. Seguono le costruzioni (23 imprese, 110 addetti), il commercio (26 imprese, 43 addetti) e l’artigianato manifatturiero (12 imprese, 52 addetti).

 

I dati del Centro Studi Cna Marche (elaborazioni su Camera di Commercio delle Marche – Opendata – Infocamere Movimprese, I trimestre 2026) offrono una fotografia puntuale della struttura produttiva nei comuni della media e bassa Val d’Aso: Campofilone, Montalto delle Marche, Moresco, Ortezzano e Petritoli.

 

Nel confronto con altri comuni della media e bassa Val d’Aso – Campofilone, Montalto delle Marche, Moresco, Ortezzano e Petritoli – uno dei dati più significativi per comprendere la struttura del sistema produttivo locale è quello sugli addetti medi per unità locale. A Montalto la media complessiva è di appena 1,6 addetti per localizzazione attiva, il valore più basso tra tutti i Comuni analizzati, che evidenzia come la grande maggioranza delle imprese attive sul territorio sia composta da lavoratori autonomi, ditte individuali e microimprese familiari

Balloni

 

Per quanto riguarda invece le reti d’impresa, le Marche con 1.553 imprese in rete si collocano su livelli simili ad Abruzzo (1.700) e Sardegna (1.355), lontane da regioni strutturalmente più avanzate come Lazio (12.141), Lombardia (5.848) e Veneto (4.762).

 

A Montalto risultano coinvolte in contratti di rete 5 imprese agricole, per due reti distinte. In questo senso, l’ecosistema imprenditoriale che il progetto MontaltoLab vuole costruire ha bisogno di connettere anche le filiere del turismo culturale, dell’artigianato e dell’ospitalità che oggi operano da sole. La filiera agroalimentare, dunque, potrebbe essere il punto di partenza per costruire forme di collaborazione più strutturate anche in altri comparti.

 

A poter favorire la rinascita dei piccoli borghi sono, come nel caso di Montalto, i bandi, sempre più declinati in ottica ambientale e sostenibile. Se il Pos Fesr Marche 2014-2020 aveva una percentuale di circa il 20% dedicata all’ambiente, all’energia e alla prevenzione dei rischi, nel ciclo 2021-2027, a parità di risorse complessive, l’ambiente risulta essere il secondo asse per dotazione finanziaria a disposizione, con circa il 29% del totale. Ancora più significativi sono i passi avanti compiuti sul tema borghi e aree interne, con una legge regionale specifica alla base del bando “Borgo accogliente” e il Piano Nazionale Borghi del Pnrr, che hanno destinato risorse preziose alla riqualificazione dei centri storici e alla creazione di nuove opportunità di sviluppo per le piccole comunità.

 

Nel suo intervento, inoltre, Balloni ha sottolineato la necessità di un miglioramento delle infrastrutture stradali e dell’accessibilità per borghi come Montalto, un intervento indispensabile per contrastare l’attuale crisi demografica, contribuire alla permanenza e all’arrivo di futuri residenti e favorire la nascita di nuove opportunità anche occupazionali.

 

Le dichiarazioni

 

«Il coinvolgimento e gli spunti di riflessioni emersi da queste due giornate confermano che il Comune di Montalto delle Marche, con il progetto Metroborgo, ha intrapreso una strada concreta e credibile per il rilancio delle aree interne – commenta BalloniSarà fondamentale continuare a lavorare sulla costruzione di reti, sulla collaborazione tra imprese e sulla capacità di attrarre investimenti e nuove opportunità. Il confronto sviluppato tra istituzioni, sistema produttivo, mondo della ricerca e comunità locali è indubbiamente positivo, e solo attraverso un dialogo costante sarà possibile trasformare le risorse oggi disponibili in un percorso di sviluppo duraturo per il territorio».

 

«Queste giornate hanno rappresentato una preziosa occasione per conoscere più da vicino tutti gli attori coinvolti nel progetto Metroborgo e per condividere esperienze, competenze e visioni sul futuro delle aree interne – afferma FaustiMontalto ha tutte le carte in regola per diventare un autentico borgo metropolitano, e grazie alle idee innovative messe in campo può rappresentare un esempio virtuoso di come affrontare un progetto di questa portata, mettendo in rete istituzioni, imprese e professionisti e comunità locali. A partire da Montalto stiamo lavorando per creare, in tutto il territorio piceno, le condizioni per parlare sempre più il linguaggio del cinema e delle arti sceniche. L’obiettivo è costruire una filiera culturale e audiovisiva strutturata, valorizzare le professionalità presenti e rendere il nostro territorio un punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale per la produzione culturale e cinematografica».


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