Artigiane vittime di violenza,
l’Ebam mette sul piatto 50mila euro

FONDI - Il primo luglio il via all'iniziativa. Il presidente Riccardo Battisti: «Vogliamo promuovere il rispetto e la tutela delle donne, valori scolpiti nella Costituzione»
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La presentazione dell’iniziativa

Le donne artigiane vittime di violenza avranno un sostegno economico. L’iniziativa dell’Ente bilaterale artigianato Marche con diverse tipologie di prestazioni destinate a innovazione tecnologica, calamità naturali spese sanitarie, spese scolastiche, sostegno alla maternità, bonus energia elettrica, acquisto pc e tablet. Ad esse si aggiunge dal prossimo primo luglio una ulteriore prestazione.

La novità è stata presentata nel corso di una conferenza stampa nella quale i vertici dell’ente bilaterale hanno illustrato il progetto e che si è conclusa con l’inaugurazione di una panchina rossa il sede di Ancona simbolo della necessità di promuovere il rispetto nei confronti delle donne. Ebam ha aderito al progetto #panchinerosse istituito dagli Stati generali delle donne hub sia con un gesto simbolico che possa essere visibile a tutti così da sensibilizzare l’opinione pubblica ad un problema culturale che non può essere sottovalutato, sia con una misura concreta di sostegno al reddito per affrontare spese legali, assistenza psicologica.

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La presentazione della panchina rossa

La prestazione si integrerà al reddito di libertà messo a disposizione dall’Inps a seguito dell’adesione al percorso di fuoriuscita dalla violenza che passa per l’accertamento medico e l’ausilio del Cav – Centro Anti Violenza.

Riccardo Battisti, presidente Ebam: «Il momento congiunturale particolarmente complicato per l’artigianato con dipendenti nelle Marche rende ancora più strategico il ruolo della bilateralità artigiana a favore di imprese e lavoratori. Accanto agli aspetti materiali vi sono quelli valoriali scolpiti anche nella Costituzione della nostra Repubblica di cui abbiamo festeggiato gli 80 anni solo pochi giorni fa e che riguardano il rispetto e la tutela delle donne che intendiamo promuovere inserendo una nuova prestazione». A parlare anche Leonardo Bartolucci, vicepresidente Ebam: «Siamo chiamati attraverso gli strumenti della bilateralità artigiana a rispondere all’aumento delle richieste di contributi che nel solo 2025 sono state oltre 6.300 e che hanno riguardato 4.371 lavoratori e 1.941 imprese. Purtroppo, il tema della violenza sulle donne ha assunto una tale rilevanza sociale che abbiamo pensato come Ebam di fronteggiare le difficoltà di chi vive questi momenti drammatici con un aiuto volto a dare maggiore serenità almeno economica. Da qui l’introduzione di questa ulteriore prestazione».

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Cinzia Marincioni, direttrice Ebam: «Dal prossimo primo luglio sarà introdotta una ulteriore prestazione che attingerà ad un fondo dedicato con una dotazione iniziale pari a 50mila euro per sostenere il percorso di fuoriuscita dalla violenza di donne impiegate nell’artigianato. La prestazione economica pari a mille euro una tantum è destinata a lavoratrici, titolari, socie e collaboratrici di imprese artigiane aderenti ad Ebam ed è una misura concreta di sostegno al reddito per affrontare spese legali, assistenza psicologica, affitto, spese per autonomia personale».

Roberta Montenovo, presidente dell’associazione Donne e Giustizia che gestisce i Centri Antiviolenza (Cav): «Ringraziamo l’Ebam per la sensibilità dimostrata con un’iniziativa che è sia concreta, (la prestazione per le lavoratrici artigiane iscritte all’Ente) che simbolica (l’installazione della panchina rossa) a monito di un’attenzione che deve essere sempre viva». Loredana Loghin, consigliera amministrazione Ebam: «Nei contratti regionali che abbiamo rinnovato nel 2024 è stata normata la necessità di prevenire e contrastare il fenomeno della violenza; oggi con questa prestazione vogliamo aggiungere un tassello in più. Una prestazione che vorremmo che nessuno richiedesse ma sappiamo bene che la maggior parte dei casi di violenza avviene tra le mura domestiche. E il lavoro e l’indipendenza economica è il primo passo verso la libertà della donna. Questa prestazione collega in modo esplicito il valore del lavoro e della libertà». Antonella Vitale, parte sociale Ebam: «Questa nuova prestazione è un aiuto concreto e immediato alle donne vittime di violenza per riconquistare la propria autonomia, considerato che dal 2023 al 2025 sono aumentate del 41,5% le richieste di aiuto (soprattutto nella fascia 30-39 anni) in cui la totale autonomia economica risulta l’ostacolo principale per uscire dalla spirale della violenza».


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