Manto stradale e marciapiedi divelti: a Porto d’Ascoli urge un intervento serio

SAN BENEDETTO - A mostrarsi in condizioni pessime è la zona di Via Sgambati, usata quotidianamente da cittadini e turisti per raggiungere il lungomare
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Il passaggio pedonale di Via Sgambati

di Giuseppe Di Marco

 

Toppe e rappezzamenti dovrebbero essere il pane quotidiano per sarti, calzolai e ciabattini, nobili mestieri di un tempo che però poco hanno a che vedere con l’amministrazione di una città.

 

E invece macchie bituminose di ere differenti continuano a tappezzare Porto d’Ascoli, rivestendo le latitudini sud di un abitino leopardato, meritevole del proverbiale “Delicatissimo!

 

Facezie a parte, l’evidenza dovrebbe allarmare: una delle mete turistiche più visitate delle Marche può offrire strade tanto derelitte? Prendiamo Via Sgambati: un’arteria di collegamento fra il quartiere Europa e Ragnola, fra il campo sportivo “Merlini” e la sopraelevata. Ebbene, a versare in stato di disgrazia è tanto la carreggiata – direzione nord o sud, fa ben poca differenza – quanto il passaggio pedonale proveniente dal sottopasso ferroviario, quanto il marciapiedi ovest, in buona parte divelto.

 

La domanda che queste immagini suscitano è piuttosto banale: com’è possibile parlare di accoglienza e di turismo, se poi mancano le basi? Servizi come strade e zone per il transito dei pedoni sono, a tutti gli effetti, la base per una località estiva. I turisti non valutano l’esperienza solo in virtù delle eccellenze o delle tipicità, ma anche esaminando lo stato di piedi e sospensioni al termine della vacanza.

 

Lo diciamo da tanto tempo ma si sa, repetita iuvant: ripartire dall’ABC, a volte, non è una sconfitta ma un atto di positiva umiltà.

 


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