L’arciera ascolana Raffaella Clerici vince il Torneo Nazionale di Arco Storico

PERUGIA - Dopo aver sfiorato il titolo nelle passate edizioni, l’arciera ascolana trionfa nel torneo che ha visto 140 partecipanti sfidarsi tra le vie del borgo medievale e in un’avvincente finale a eliminazione diretta
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di Elena Minucci

 

Un’arciera ascolana conquista il gradino più alto del podio della 25ª edizione del Torneo Nazionale di Arco Storico, inserito nella manifestazione “Mercato delle Gaite”: Raffaella Clerici ha conquistato il prestigioso titolo nella categoria “Madonna”, nella competizione riservata agli archi storici.

 

Dopo essere arrivata per ben due volte negli anni scorsi a un passo dal titolo, Raffaella Clerici è riuscita a imporsi in una manifestazione che ha visto circa 140 arcieri provenienti da ogni regione d’Italia sfidarsi lungo le vie del borgo medievale, su un percorso composto da 14 piazzole, affrontando tiri di massima precisione con l’obiettivo di conquistare quante più monete possibili. La competizione, organizzata dalla Compagnia Arcatores de Mavania, si è svolta nella suggestiva cornice di Bevagna (PG), nell’ambito della celebre manifestazione medievale.

 

Raffaella Clerici con altri appassionati di rievocazioni storiche

Un risultato che riempie d’orgoglio anche l’Asd Arcarius Helvinium, associazione di cui Raffaella fa parte, e che premia il lavoro svolto dietro le quinte dal Gruppo Arcieri del Sestiere di Porta Maggiore, nel quale opera come tecnico del coordinamento arcieri.

 

La competizione ha messo alla prova i 140 arcieri iscritti attraverso prove articolate in due momenti. Durante la mattinata, gli arcieri si sono sfidati lungo le vie del borgo medievale su un percorso di 14 piazzole, affrontando tiri di massima precisione con l’obiettivo di conquistare quante più monete possibili.

 

A rendere la sfida ancora più competitiva è stato il bonus frecce: ogni arciere aveva a disposizione tre frecce per la finale. Per ogni tre monete d’oro conquistate al mattino, ogni atleta aveva la possibilità di aggiungere una freccia extra alla propria faretra, accumulando così un vantaggio strategico decisivo.

 

Nel pomeriggio si è svolta la finale, aperta a tutti i partecipanti e caratterizzata da un meccanismo di eliminazione diretta. La prima prova ha visto tutti gli arcieri tirare contro un piattino di 18 centimetri. Chi esauriva le proprie frecce senza colpire il bersaglio veniva immediatamente eliminato. Per gli altri, invece, la sfida si è fatta sempre più serrata, con il piattino che si è progressivamente rimpicciolito fino a 10 centimetri già dal secondo passaggio di selezione.

 

Una vittoria prestigiosa che porta ancora una volta il nome di Ascoli ai vertici del tiro con l’arco storico nazionale.


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