Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, dicevano gli antichi romani. Ai tempi attuali, questo antico motto ben fotografa la situazione della spiaggia libera subito a Sud della foce dell’Albula.  A destare attenzione, ad esempio, è ancora la presenza del cartello informativo (o, meglio, ormai “dis-informativo”) che segnala l’assenza del servizio di salvamento. Peccato, però, che questa fondamentale attività sia operativa ormai da quasi un mese. Una situazione che rischia di generare confusione tra i numerosi frequentatori della spiaggia e che appare ancora più singolare considerando che il Comune investe oltre 100mila euro per garantire il servizio di assistenza e sicurezza a mare negli arenili liberi.

 

In sostanza: si finanzia un servizio e contemporaneamente si continua a comunicarne l’assenza. Cosa ancor più grave è che questa situazione si ripete, con sconcertante puntualità, ormai da diverse stagioni, come Cronache Picene ha già riportato lo scorso anno. A tal proposito, si vedano gli articoli correlato in fondo a questo servizio

 

Uno scatto fatto giovedì 25 giugno 2026, col cartello che segnala ancora l’assenza del servizio di salvamento

In molti si chiedono: ma è davvero difficile, per gli Uffici municipali, organizzare per tempo un semplice lavoro di rimozione della cartellonistica, a tempo debito? Ma le problematiche non si fermano qui. Il tratto di litorale immediatamente a Sud dell’Albula risulta ancora formalmente interessato da specifici divieti di stazionamento, introdotti nel 2024 dall’allora sindaco Spazzafumo dopo una serie di incidenti verificatisi proprio nell’area del Pennello. Fu istituita una “zona rossa”, che sulla carta risulta tuttora in vigore. Anche in questo caso, il nostro giornale aveva dedicato ampio spazio alla vicenda.

 

Un provvedimento che, probabilmente, è tra i meno rispettati e meno applicati nella storia amministrativa cittadina, considerando che proprio in quel tratto di spiaggia continuano a radunarsi migliaia di persone ogni settimana.

 

Per rendere più efficace il divieto, alla fine dello scorso ottobre l’amministrazione comunale aveva deciso di intervenire con la realizzazione, lungo tutto il perimetro del Pennello, di una staccionata utilizzata come barriera fisica per limitare l’accesso dei bagnanti.

 

Un’esigenza già evidenziata nel 2021 dall’allora comandante della Capitaneria di porto, Marco Mancini, che attraverso un atto ufficiale aveva invitato il Comune a valutare l’installazione di barriere, sia in acqua sia sulla terraferma, proprio con l’obiettivo di allontanare le persone da quella scogliera.

 

Il problema è che l’opera, costata oltre 9mila euro, è stata realizzata poco prima del periodo invernale, quando il tratto di costa è maggiormente esposto alle mareggiate. Il risultato è stato che la barriera è stata letteralmente “inghiottita” dall’Adriatico.

 

E così, a stagione balneare ormai avviata, la zona del Pennello continua a rappresentare un nodo irrisolto sul fronte della sicurezza in mare. A pochi giorni dall’inizio di luglio, dunque, l’arenile libero del Pennello, nella zona dell’Albula, continua a evidenziare diverse criticità che finiscono per rappresentare un elemento di debolezza per quello che, di fatto, è uno dei primi biglietti da visita della città per i bagnanti che arrivano sul lungomare Nord.

 

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