Gli ingredienti. Una persona esagitata, in evidente stato di alterazione, intenta a bloccare una strada trafficata, senza motivo, a ripetizione, in maniera molesta e pericolosa. Una città di 50.000 abitanti, che d’estate triplicano (quadruplicano?), che ha ambizioni da capoluogo di provincia, e che non riesce a porre rimedio nei confronti di un esagitato di tale risma. Infine, un personaggio in cerca di visibilità, clic, condivisioni, incursioni zanzaresche, fulminato sulla via di Damasco della candidatura a sindaco, mai formalmente presentata, che altro non aspettava che un’occasione del genere per tuffarcisi a piè pari.

Il momento di gloria planetaria con punizione annessa

 

Ecco, mescolate bene, mettete in forno a cottura lenta, lasciate riscaldare a temperatura media, lasciate riposare e voilà, il piatto è pronto.

 

La portata ideale per un mondo impazzito. Allo sbando, nella migliore delle ipotesi. La ridente San Benedetto, lo straniero senza nome (non ce ne voglia Clint Eastwood) che blocca le auto random, urlando ai quattro venti, ed il vendicatore della Riviera, il prode Giuseppe Barboni in odor di Vannacci. Che guazzabuglio. Che figura barbina planetaria a favor di telecamera.

 

Le immagini delle prodezze dell’uomo alterato però giravano sui social già da ore, ieri, in un turistico sabato di luglio. Sul lungomare, a sera, la puntata finale: uomo alterato a terra, punito dal Batman de noartri, tra gli olè, dal vivo e sui social, soprattutto, di chi del mondo impazzito è figlio e vittima al tempo stesso. Retorica da quattro soldi annessa, casi politici, applausi, sciacalli, critiche, strumentalizzazioni, video virali: tutto si mescola in qualcosa che non sa di niente, altro che piatto pronto, qua siamo dinanzi ad un liquido amarissimo, un veleno da ingoiare in nome di qualcosa che poco sa di umano e molto di becero, animalesco, di paraocchi messi a caso.

 

Se qualcuno riesce ed evitare il mal di stomaco dinanzi a tutto ciò, si faccia vivo, poiché si avverte il bisogno di un antidoto con cui combattere il vuoto, la scarsezza di idee, il più comune senso del pudore e del civismo, dell’educazione e del buon esempio. Discernendo, possibilmente. Capacità ormai del tutto estinta dal sistema intellettivo dell’essere umano. Lo stesso che paga le tasse, vota e inneggia, per poi ritrovarsi ostaggio inerme, in una qualunque sera di luglio, di una persona qualunque, di una forza pubblica qualunque e di un giustiziere qualunque.

 

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