
Vannacci allo Shada
(foto di Federico De Marco)
La visita di Roberto Vannacci allo Shada di Civitanova Marche ha inevitabilmente riportato al centro dell’attenzione anche il caso di Giuseppe Barboni, l’attivista di Futuro Nazionale coinvolto nella vicenda dell’aggressione avvenuta a San Benedetto del Tronto. Nel corso di un punto stampa, il leader del movimento ha preso posizione sull’episodio, evitando però di prendere le distanze dal militante sambenedettese, presente anche lui all’evento ma in posizione più “defilata”.

«Non giustifico nessun atto di violenza se non per legittima difesa, perché così è il comportarsi civile. Cosa sia quell’azione saranno gli inquirenti a deciderlo», ha dichiarato Vannacci rispondendo alle domande dei giornalisti. Il generale ha però aggiunto di non voler esprimere giudizi preventivi sul proprio attivista: «Non mi devo sostituire io all’autorità inquirente».
Le parole di Vannacci arrivano mentre la vicenda continua a far discutere nel Piceno, dove l’episodio avvenuto a San Benedetto ha assunto anche una valenza politica per il coinvolgimento di un esponente locale del suo movimento.

Barboni allo Shada
Durante l’incontro di Civitanova, il leader di Futuro Nazionale ha parlato anche del rapporto con il sindaco Fabrizio Ciarapica, recentemente approdato al partito. «Ciarapica è un grande sindaco, lo dicono i fatti e non Vannacci. Ha trasformato Civitanova», ha affermato, lasciando però aperta ogni valutazione sul futuro politico del primo cittadino. «Se sarà candidato lo vedremo, i galloni si guadagnano sul campo. Ciarapica potrà avere tutto lo spazio che vorrà ma ce lo dovrà dimostrare lui. Non prenoto posti per nessuno, ma ha già dimostrato il suo valore. Civitanova è il simbolo di quanto un sindaco possa fare per la sicurezza».
Sul caso Barboni è intervenuto anche lo stesso Ciarapica, dopo le polemiche nate dalla diffusione di una fotografia che lo ritrae accanto all’attivista sambenedettese. Il sindaco ha precisato la propria posizione spiegando di non aver mai negato di averlo incontrato: «Non ho mai detto che non conoscevo direttamente Barboni, non ne avevo conoscenza diretta, l’ho visto in un incontro assieme a tante altre persone».
La tappa civitanovese di Vannacci, nata per affrontare temi nazionali e regionali, si è così trasformata anche nell’occasione per affrontare una vicenda che continua a far discutere non solo il territorio piceno e che resta ora nelle mani degli inquirenti
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