Una serie di telefonate sospette, un sedicente interlocutore che si presenta semplicemente come «Marco» e il nome del Comune utilizzato come possibile elemento di credibilità. È questo il copione di un tentativo di truffa telefonica segnalato negli ultimi giorni sul territorio di Acquaviva Picena.
A lanciare l’allarme è direttamente l’amministrazione comunale, che ha invitato tutti i cittadini a prestare la massima attenzione alle chiamate ricevute da persone che affermano di parlare per conto del Comune.
Secondo quanto riferito nell’avviso, sarebbero già diverse le telefonate segnalate. L’interlocutore si presenterebbe a nome dell’ente, identificandosi come «Marco», nel tentativo di instaurare un rapporto di fiducia con la persona contattata.
Il Comune mette quindi in guardia i cittadini: non bisogna fornire informazioni personali, dati bancari o somme di denaro durante telefonate di questo tipo. L’amministrazione ricorda infatti che il Comune non richiede telefonicamente questo genere di dati.
Il consiglio, in presenza di una chiamata sospetta, è quello di non assecondare le richieste dell’interlocutore e segnalare tempestivamente l’accaduto alle forze dell’ordine, rivolgendosi ai carabinieri o alla polizia.
Particolare attenzione viene chiesta alle famiglie nei confronti delle persone anziane, considerate spesso tra gli obiettivi privilegiati dai truffatori. Proprio per questo l’amministrazione invita i cittadini a condividere l’avviso con familiari e conoscenti, affinché il maggior numero possibile di persone sia messo in guardia.
Un fenomeno, quello delle truffe telefoniche, che punta spesso sulla credibilità del contatto e sull’urgenza della richiesta per spingere la vittima ad abbassare la soglia di attenzione. In questo caso, a rendere particolarmente insidioso il tentativo è proprio il riferimento al Comune, utilizzato per dare alla telefonata un’apparente veste istituzionale.
L’invito dell’amministrazione di Acquaviva Picena è dunque alla massima prudenza: di fronte a richieste anomale, meglio interrompere la conversazione e verificare direttamente con gli uffici interessati o con le forze dell’ordine, senza comunicare alcun dato sensibile.















