Tre agenti della Polizia ferroviaria aggrediti alla stazione di San Benedetto del Tronto. Uno di loro è stato costretto a ricorrere alle cure mediche dopo le lesioni riportate durante l’intervento. L’episodio riaccende l’attenzione del Sindacato Autonomo Polizia sulle condizioni in cui sono chiamati a lavorare gli operatori di Polizia e, soprattutto, sulla carenza di organico che interessa le forze dell’ordine in provincia di Ascoli Piceno.

La Polizia davanti alla stazione

 

L’aggressione si è verificata nella serata di martedì, quando gli agenti del Posto Polfer sono intervenuti, su richiesta del Centro operativo compartimentale di Ancona, a bordo di un treno regionale dove era stata segnalata la presenza di una persona straniera priva di documenti e di titolo di viaggio. Al momento dell’intervento, secondo quanto riferito dal sindacato, i tre operatori sono stati violentemente aggrediti.

 

Un episodio che il segretario provinciale del Sap, Massimiliano D’Eramo, inserisce in un quadro più ampio di crescente difficoltà per gli operatori delle forze dell’ordine. E proprio guardando al territorio piceno, il sindacato evidenzia numeri che fotografano una situazione di forte sofferenza degli organici.

 

Secondo il Sap, la Questura di Ascoli registra attualmente una carenza di personale del 15%, mentre il dato sale al 33% per la Polizia ferroviaria, al 23% per la Polizia stradale e addirittura al 42% per la Polizia postale.

 

Numeri che, secondo D’Eramo, assumono un peso ancora maggiore alla luce dell’aumento degli interventi e dei rischi ai quali gli operatori sono quotidianamente esposti. E il riferimento alla Polfer di San Benedetto rende particolarmente concreto il problema: proprio la specialità che opera quotidianamente nelle stazioni e sui treni deve fare i conti con una scopertura di organico indicata dal sindacato nel 33%.

Massimiliano D’Eramo

 

Il sindacato richiama inoltre quanto accaduto il 7 febbraio 2025, quando una poliziotta del Commissariato di San Benedetto del Tronto rimase gravemente ferita durante un intervento, riportando l’amputazione della falangetta del dito indice della mano destra. «Soltanto una fortunata circostanza ha evitato che si ripetesse quanto accaduto», sostiene D’Eramo, sottolineando la necessità di intervenire prima che si verifichino episodi ancora più gravi.

 

Da qui la richiesta di una particolare attenzione, nell’ambito del prossimo Piano di potenziamento, anche nei confronti delle Specialità della Polizia di Stato, considerate dal sindacato tra i settori maggiormente in sofferenza.

 

Ma il Sap mette sul tavolo anche una proposta molto concreta e la definisce «provocatoria, ma neanche troppo». Nel Piceno sono infatti previsti 23 pensionamenti nel corso di quest’anno, ai quali se ne aggiungeranno altri 25 nel prossimo. Complessivamente, dunque, oltre quaranta operatori lasceranno l’Amministrazione nel biennio per raggiunti limiti di età.

 

E, quasi per una coincidenza numerica, sarebbero poco più di quaranta le domande di trasferimento in entrata verso la provincia di Ascoli. Da qui la proposta del sindacato: soddisfare integralmente le richieste di trasferimento significherebbe, secondo il Sap, compensare di fatto le uscite previste nel biennio, ottenendo un immediato riequilibrio degli organici senza ulteriori penalizzazioni per il territorio.

 

«Servono uomini, risorse e strumenti adeguati», conclude D’Eramo. Per il segretario provinciale, infatti, non è possibile continuare a chiedere sempre di più a operatori che già oggi lavorano in condizioni di forte carenza di personale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA