Giorgia Meloni tra la folla all’inaugurazione d Palazzo Saladini Pilastri (ph Pierluigi Giorgi)

La visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Ascoli Piceno, in occasione dell’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri e del suo parco monumentale, è al centro delle critiche del Partito democratico ascolano e di Andrea Dominici, consigliere comunale e capogruppo di Ascolto e Partecipazione. Al centro delle contestazioni, l’impostazione politica dell’evento, che secondo i due esponenti avrebbe messo in secondo piano il valore della restituzione alla città di un bene storico e culturale.

 

Il segretario comunale del Pd, Alessio Ceci, contesta la trasformazione dell’inaugurazione in un’occasione di propaganda. «Quello che avrebbe dovuto essere un autentico momento di festa e di condivisione per la cittadinanza è stato svuotato del suo significato civico per fare spazio a una stucchevole passerella di propaganda elettorale», si legge nella nota dei democratici.

Alessio Ceci

N

el comunicato, il Pd critica anche le modalità con cui sarebbe stata organizzata la partecipazione. «Invece di favorire una partecipazione spontanea, calorosa e inclusiva della popolazione, si è preferito assistere addirittura a goffi tentativi di mobilitazione istituzionale, con inviti mirati ai dipendenti comunali, realtà sportive e associazioni del territorio, nel chiaro intento di costruire una claque a uso e consumo dei riflettori nazionali».

 

Secondo i dem, l’attenzione sarebbe stata spostata dal restauro e dal valore sociale del progetto verso «striscioni ostentati da giovanissimi a celebrare la leadership di governo, strette di mano e sfilate di un’oligarchia politica preoccupata unicamente della propria visibilità».

 

La polemica riguarda anche le risorse impiegate per il recupero del complesso, realizzato grazie a quasi 40 milioni di euro provenienti dal Pnrr e dal Fondo Complementare Sisma. «Quegli stessi fondi europei a cui la forza politica oggi al governo si è storicamente opposta in sede parlamentare e che ora vengono rivendicati e celebrati come trofeo di partito», sostiene il Pd.

 

Ameli e i democratici avrebbero auspicato che la visita della presidente del Consiglio fosse accompagnata da un confronto con i lavoratori del distretto dell’elettrodomestico delle aree interne marchigiane, per affrontare le preoccupazioni legate alla tenuta occupazionale e alle decisioni delle multinazionali.

 

Andrea Dominici

Sulla gestione dell’inaugurazione interviene anche Andrea Dominici, che annuncia la richiesta di chiarimenti sulle segnalazioni relative alle identificazioni effettuate da polizia, Digos e carabinieri e sulle presunte esclusioni di persone in base all’abbigliamento o all’aspetto.

«Chiederemo conto delle moltissime segnalazioni di identificazioni effettuate da polizia, Digos e carabinieri, e delle esclusioni arbitrarie basate sul vestiario e sulle facce delle persone», afferma il capogruppo di Ascolto e Partecipazione. «Questo è un fatto gravissimo se quella doveva essere una festa della città e per la città».

Dominici riconosce invece il lavoro di chi ha contribuito al recupero della dimora storica, citando gli uffici comunali, il dirigente Galanti, gli studi tecnici, i restauratori e le maestranze. «La qualità dell’intervento nasce dalle loro mani, dalla loro professionalità, dalla loro dedizione», sottolinea.

Infine, anche il consigliere comunale critica la posizione di Fratelli d’Italia sul Pnrr: «Se fosse stato per Fratelli d’Italia questo risultato e i soldi per raggiungerlo non ci sarebbero mai stati, poiché è sempre stato un partito non favorevole al Pnrr e oggi ne gode dei suoi benefici».

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