Non si placano le polemiche attorno alla visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Ascoli Piceno in occasione dell’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri, il complesso storico restaurato grazie a un intervento da circa 39 milioni di euro finanziato in larga parte attraverso il Pnrr. La vicenda, nata a livello locale, è finita nelle ultime ore sulle cronache di diverse testate nazionali che hanno dedicato spazio alle modalità organizzative dell’evento e alla partecipazione di dipendenti comunali, associazioni e realtà sportive del territorio.

 

La Meloni, ad Ascoli, tra i cittadini che hanno partecipato all’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri

A dare rilievo nazionale al caso è stato innanzitutto un articolo di Repubblica, successivamente ripreso da Open e Fatto Quotidiano, che ha riferito dell’invito rivolto dal sindaco Marco Fioravanti ai dipendenti comunali a prendere parte alla cerimonia e della successiva circolare della direzione generale contenente le indicazioni operative per consentire la partecipazione all’evento e la regolarizzazione delle presenze tramite le procedure di timbratura previste dall’ente.

 

La questione ha innescato reazioni politiche. Il Pd ascolano ha accusato l’amministrazione di aver trasformato la restituzione alla città di un bene storico restaurato in una “passerella politica”, contestando in particolare gli inviti rivolti a dipendenti comunali, associazioni e realtà sportive locali.

 

Nelle stesse ore è emerso anche un messaggio inviato dall’assessore allo Sport Nico Stallone alle società sportive cittadine. Nel testo, inviato “su indicazione precisa del sindaco Marco Fioravanti”, viene chiesta la partecipazione di una rappresentanza dei settori giovanili delle società sportive, “tutti in divisa”, all’inaugurazione della dimora storica.

 

Ora il dibattito si sposta su un ulteriore aspetto dell’evento. Il capogruppo di Ascolto e Partecipazione in Consiglio comunale, Andrea Dominici, ha infatti presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco per chiedere chiarimenti sulla presenza di alcuni minori che durante la manifestazione avrebbero esposto uno striscione con la scritta “Grazie Giorgia ti vogliamo bene”.

 

Nel documento, Dominici sostiene che la tutela dei minori durante eventi pubblici debba rappresentare una priorità per le istituzioni e ritiene che l’esposizione dello striscione abbia trasformato un momento pubblico in un’iniziativa con una valenza politica. Per questo il consigliere chiede di conoscere chi abbia deciso il coinvolgimento dei bambini, quale fosse l’obiettivo comunicativo dell’iniziativa, se l’amministrazione comunale ne fosse a conoscenza e quali misure siano state adottate per evitare possibili forme di strumentalizzazione dei minori.

 

Tra i quesiti rivolti al sindaco figurano inoltre la valutazione dell’amministrazione sull’opportunità di utilizzare bambini per trasmettere messaggi rivolti a figure politiche nazionali durante eventi pubblici e l’eventuale intenzione di adottare linee guida specifiche per evitare il ripetersi di episodi analoghi.

 

L’interrogazione arriva dunque in un clima politico già reso acceso dall’eco nazionale che ha accompagnato la visita della premier ad Ascoli e l’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri, un evento celebrato dall’amministrazione come una giornata storica per la città ma che continua a generare confronti e contestazioni sul piano politico e istituzionale.

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