L’Ascoli dalla terra delle mele porta a casa un punto e una cassetta di… Golden Delicious. Certo, qualcuno preferiva uno strudel, ma non sempre si può avere tutto.

In Alto Adige si sono “azzittiti” anche i più scettici per quanto riguarda il portiere Vitale. L’estremo bianconero non è bravo solo con i piedi: sa usare anche le mani e nel corso dei novanta minuti lo si è visto bene. In un paio di occasioni ha fatto vedere di che pasta è fatto, naturalmente con la solita e disarmante tranquillità.

Generalmente i portieri sono tutt’altra cosa: siamo abituati a vederli esagitati, mentre urlano, gesticolano e si spostano da un palo all’altro. Lui no: è sempre calmo, quasi al di sopra della contesa. Portiere del calcio moderno.

Dopo due settimane di riposo (forzato), la ripresa è stata lenta. È normale. L’Ascoli ha “sfoggiato”, oltre a una nuova maglia, il suo gioco. Le sue trame hanno deliziato anche gli spettatori di Bolzano, che solitamente vanno a vedere le partite di hockey sul ghiaccio.

Alla fine debbo dire che è stata una bella partita, anche senza gol. Novanta minuti piacevoli, con brividi mai di paura, positivi e negativi. Insomma, il gol si poteva fare, ma si poteva anche prendere.

Soddisfatti anche i 600 e passa sostenitori del Picchio presenti al Druso, che sono tornati ad Ascoli felici come quando si torna a casa al termine della… settimana bianca.

Lo 0-0 con il Sudtirol è il primo risultato a occhiali e la seconda partita (su sei) nella quale la squadra di mister Tomei non va in gol.

Già, il gol. Al momento i centravanti bianconeri sembrano aver perso la via, ma la strada da percorrere è ancora tanto lunga e c’è tutto il tempo per ritrovarla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA