Un fuoco da capire, educare e amare. È l’immagine con cui Stefano Rossi racconta l’adolescenza, ed è da qui che parte “Genitori in ascolto”, l’incontro in programma lunedì 26 ottobre alle 21 al Teatro delle Energie. Lo psicopedagogista, autore di numerosi libri sull’educazione emotiva, dialogherà con genitori, insegnanti ed educatori su come leggere i bisogni nascosti dietro i comportamenti più difficili dei ragazzi.

La presentazione dell’evento
L’appuntamento, rivolto a genitori, insegnanti, educatori e a chiunque si confronti ogni giorno con le nuove generazioni, nasce dalla collaborazione tra Cna Ascoli Piceno, l’Istituto Fazzini Mercantini di Grottammare-Ripatransone e il Comune di Grottammare, con il sostegno delle aziende Technological Systems, Crm e Cartoleria Il Mondo dei Servizi. Alla serata sarà presente anche Donatella D’Amico dell’Ufficio scolastico regionale.
«È un’iniziativa di straordinario valore per la comunità scolastica e per il territorio – ha spiegato la dirigente del Fazzini Mercantini, Saula Rosati -. L’adolescenza è una stagione di emozioni intense, che gli adulti devono imparare ad accogliere e accompagnare. Da questo incontro ci aspettiamo strumenti concreti per disinnescare i conflitti e costruire una comunicazione autentica con i giovani». La dirigente ha ringraziato la Cna «per la sensibilità e il supporto importante alla formazione dei giovani» e il Comune «per il percorso verso un patto educativo di comunità, che mette le professionalità al servizio delle nuove generazioni».
Per l’Amministrazione comunale sono intervenute le consigliere Martina Sciarroni e Oriana Vitarelli. «Viviamo nuove sfide e nuove problematiche, ma anche nuove potenzialità – ha detto Sciarroni -. La comunità parte dal nucleo familiare, e ed è l’unica risposta per contrastare certe dinamiche delle community. Questa è un’azione concreta tra Comune, scuola e imprese: lavoriamo in maniera integrata e costruiamo il futuro giorno per giorno. Oggi la difficoltà più grande dei ragazzi è avere fiducia nel presente e una visione del futuro».

Sciarroni ha sottolineato inoltre che l’appuntamento sarà accessibile anche grazie al servizio di interpretariato in Lis.
«Sono i genitori stessi a chiedere supporto, ed è da qui che parte un lavoro di sinergia – ha aggiunto Vitarelli –.Verso i ragazzi abbiamo tutti una responsabilità educativa. La cronaca ci riporta spesso fatti spiacevoli, ma c’è anche una bella gioventù che merita di essere vista e accompagnata».
Per la Cna, prima ancora di parlare di imprese, competenze e lavoro, è essenziale chiedersi se le famiglie stanno bene e se i ragazzi possono crescere sereni e consapevoli di sé. Anche perché il futuro delle aziende passa dalla qualità delle relazioni familiari, come emerge dall’indagine “Il passaggio di testimone nelle imprese a carattere artigiano”, pubblicata ad aprile dall’Area Studi e Ricerche di Cna nazionale: i giovani subentrati nell’azienda di famiglia raccontano di aver avuto dai genitori piena libertà nella scelta degli studi, una libertà diventata poi responsabilità e che ha reso sostenibile il passaggio generazionale.
«Esperienze come questa ci aiutano a capire come partire dal basso – ha dichiarato Francesco Balloni, direttore di Cna Ascoli Piceno –. Il nostro tema principale è la trasmissione d’impresa e il ricambio generazionale. Dobbiamo capire cosa vogliono i ragazzi senza limitare le loro idee, anzi aiutandoli a metterle in campo. Il quadro demografico del Piceno è impietoso e molte ditte individuali sono guidate da titolari anziani, figure di grande esperienza che potrebbero trasmettere competenze e capacità di gestione a chi cerca un’opportunità. Per questo l’orientamento, anche imprenditoriale, è una parola fondamentale: serve a tirare fuori il meglio da ogni ragazzo, con una scuola pratica che faccia capire da subito cosa c’è fuori. Qui le grandi industrie non ci sono: il 99,2% delle nostre imprese ha meno di 50 dipendenti, ma sono proprio queste realtà a dare valore aggiunto e identità al territorio».
I numeri confermano l’urgenza. Secondo il dossier CNA “Imprese senza ricambio”, nel Piceno gli imprenditori over 70 sono 1.469, il 14,2% dei circa 10.345 titolari di imprese individuali. Allo stesso tempo, tra il 2015 e il 2026 i giovani tra i 20 e i 39 anni sono scesi da 47.480 a 41.074, con un calo del 13,5%, più marcato della media nazionale, che si attesta intorno al 10%.
L’ingresso è libero.














