Il fuoco colpisce all’alba. Infatti, dopo innumerevoli veicoli dati alle fiamme di notte, da un paio di settimane il piromane – o i piromani poiché ben pochi “vedono” una unica mano dietro questa scia di fuoco – preferisce svegliarsi presto.

Impressionante negli ultimi mesi il numero di richieste giunte ai Vigili del Fuoco di San Benedetto per lo spegnimento di auto incendiate (Foto Cicchini)

Così, dopo la Fiat 500L andata distrutta dopo le ore 8 a Grottammare a fine gennaio, e la Bmw andati in fumo ieri mattina a Porto d’Ascoli, questa mattina a prendere fuoco è stata un’Audi 3 nera, intorno alle ore 7 in via Farinelli, una parallela della Statale 16 lato collinare, sempre a Porto d’Ascoli.

Il proprietario di quest’ultima vettura risulta essere un rumeno incensurato, quella andata in fiamme ieri mattina in via Oberdan è di una famiglia di origine albanese, mentre la Fiat 500L è (anzi, era) di una signora di Grottammare. Donna sfortunata o perseguitata poiché è la seconda auto che le va a fuoco in pochi mesi. 
Nel caso dell’incendio di questa mattina i vigili del fuoco non hanno ancora fatto sapere se l’origine è dolosa o meno, ma con questi precedenti è difficile credere  un contatto o autocombustione.
Siamo, restando solo agli ultimi 14 o 15 mesi, a oltre 30 veicoli andati a fuoco tra Grottammare, San Benedetto e Porto d’Ascoli e un paio lungo la vallata. 
Quel che dà da pensare è come, in un inizio millennio sempre più caratterizzato da controlli in stile “Grande Fratello” (quello di George Orwell), non sembrano esserci tracce di riprese televisive di vigilanza di questi veicoli dati alle fiamme. Come se il piromane (o i piromani) conoscessero bene dove, a che ora e cosa colpire.
Una difficoltà in più per Carabinieri e Polizia, che ormai hanno messo la soluzione di questi “roghi” tra le priorità per far parcheggiare le auto, senza la paura di ritrovarle in cenere. 
(epi)
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