Una mattinata di grande apprensione, quella vissuta oggi nella zona del Pennello, sul litorale di San Benedetto Nord. Nel giro di appena venti minuti i bagnini di salvataggio sono stati chiamati a intervenire in due distinti episodi, mettendo in salvo complessivamente quattro persone finite in difficoltà tra le correnti e il mare mosso.

 

Il primo allarme è scattato intorno alle 11.30. A richiamare l’attenzione dei soccorritori è stata una donna che ha segnalato la presenza di un uomo di circa 50 anni in evidente difficoltà nei pressi della scogliera. Il nuotatore, che si trovava in un punto dove l’acqua è particolarmente profonda, era rimasto bloccato da un violento crampo a una gamba e non riusciva più a raggiungere la riva.

 

Sono intervenuti immediatamente i baywatch Davide Bizzarri Mattia Curzi. Con il successivo supporto del loro collega Lorenzo Bollettini e dell’aiuto di un bagnante, il cinquantenne è stato recuperato e fatto risalire direttamente dagli scogli. Per lui soltanto un forte spavento e una modesta quantità di acqua ingerita.

 

Neppure il tempo di concludere il primo intervento che, intorno alle 11.50, i soccorritori sono stati nuovamente chiamati nello stesso tratto di mare. Un bambino, in lacrime e visibilmente terrorizzato, non riusciva più a rientrare verso la spiaggia. In acqua con lui c’erano anche una donna con il proprio figlio e la madre del piccolo, entrata a sua volta nel tentativo di aiutarlo.

 

Davide Bizzarri in azione con la tavola Rescue Sup

ha raggiunto per primo il bambino, affidandolo al collega Davide Balestra, che lo ha accompagnato fino a riva. Nel frattempo, però, i tre adulti rimasti in acqua hanno iniziato a chiedere aiuto, messi in difficoltà dalla corrente e dal moto ondoso. Bizzarri è quindi tornato sui propri passi insieme a  Bollettini, riuscendo a scortare tutti e tre fino alla battigia. Il fatto che siano riusciti a mantenere sempre il volto rivolto verso riva ha evitato che ingerissero acqua, scongiurando conseguenze ben più serie.

 

L’efficienza e la rapidità dei bagnini hanno così trasformato una situazione potenzialmente drammatica in un doppio salvataggio conclusosi nel migliore dei modi.

 

Gli episodi, tuttavia, riportano al centro dell’attenzione una questione che da tempo viene segnalata dagli operatori del salvamento: quella del Pennello continua infatti a essere un’area particolarmente pericolosa e interessata da specifici divieti di balneazione e di fruizione della spiaggia. Nonostante ciò, sono ancora numerose le persone che scelgono di accedere al tratto di costa e di entrare in acqua, spesso sottovalutando i rischi legati alle correnti e alla conformazione della scogliera.

 

Il problema è aggravato dalla scarsità dei controlli. Le forze dell’ordine, chiamate a vigilare sul rispetto delle ordinanze, non riescono a garantire una presenza costante e i divieti finiscono così per essere frequentemente ignorati. I bagnini, dal canto loro, possono richiamare i bagnanti ai comportamenti corretti e intervenire nelle emergenze, ma non hanno alcun potere sanzionatorio né possono impedire alle persone di accedere all’area vietata. Una situazione che, soprattutto nelle giornate di mare mosso e di forte afflusso turistico, rischia di trasformarsi nuovamente in un pericolo concreto.

Infine, visto l’impegno profuso dai ragazzi in canottiera rossa, appare come una vera presa in giro il fatto che proprio sulla spiaggia libera in zona Pennello campeggi ancora il cartello (a questo punto “dis-informativo”) che avverte i bagnanti sull’assenza del servizio di salvamento a mare: partito ormai da settimane. Una dimenticanza del Comune, da sanare al più presto.

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