Una volta era il rame ad essere definito l’ “oro rosso” per il suo valore e di conseguenza oggetto di furti a ripetizione. Ora anche l’olio, detto l’ “oro verde”, seppur usato ed esausto, è finito nel mirino. Sotto accusa, in tribunale, è finito un imprenditore abruzzese operante proprio nel settore recupero olii usati da cucina.

Un contenitore presente ad Ascoli

E’ accusato di aver “svuotato” alcuni contenitori stradali posizionati nei comuni di Ascoli, Montepradone e Maltignano non facenti capo alla sua azienda.

A segnalare la mancanza di olio nei propri bidoni sono state alcune ditte incaricate della raccolta nei centri dell’ascolano. E così sono scattate le indagini dei carabinieri che sono risaliti alla ditta abruzzese dove sono stati rinvenuti bidoni sospetti. Nel corso dell’ultima udienza in tribunale sono stati ascoltati come testimoni anche i sindaci Armando Falcioni (Maltignano) e Stefano Stracci (Monteprandone) insieme ad un maresciallo dei carabinieri che condusse le indagini.

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