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“Cas” in ritardo e con le spese,
sfollati ascolani infuriati

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di Renato Pierantozzi

Dopo il caso degli alloggi post sisma clamorosamente sfumati, si apre un’altra grana per le centinaia di famiglie ascolane sfollata a causa del sisma  e che ricevono il Cas (contributo autonomo sistemazione) dal Comune che a sua volta lo riceve dalla Regione in base alle rendicontazioni inviate dalle stesse amministrazioni comunali. Si tratta di un sussidio che interessa oltre 700 famiglie ascolane che si sono ritrovate la casa inagibile e che con questi soldi devono pagarci la sistemazione alternativa (come l’affitto) alla vecchia dimora. Ad esempio per una famiglia di 4 persone, di cui 2 minori ammonta a circa 800 euro netti. Alla redazione di Cronache Picene sono giunte almeno due segnalazioni di quello che sta accadendo ad Ascoli.

Piazza del Popolo “ferita” dal sisma

Al momento le erogazioni in città sono ferme al mese di dicembre che è stato pagato alle famiglie a marzo. Altri Comuni vicini, come Folignano, invece hanno già liquidato il mese di febbraio e tra pochi giorni dovrebbero pagare anche marzo. Evidentemente hanno rendicontato per tempo e ricevuto le somme dalla Regione. All’ombra delle Cento Torri si viaggia con almeno 2/3 mesi di ritardo. E’ vero che i numeri sono enormemente più grandi, ma dopo quasi due anni dal sisma la macchina amministrativa dovrebbe essere ormai rodata e/o potenziata laddove si riscontrassero carenze, ad esempio, di personale. L’attesa non è un fattore neutro visto che le famiglie che stanno in affitto ad esempio, devono pagare mensilmente il canone anticipando così di tasca propria l’esborso in attesa del bonifico del comunale. E qui spunta fuori una seconda questione. Ancora una volta economica.  Alle famiglie ascolane, infatti, ad ogni pagamento ricevuto dal Comune viene addebitato anche un costo di 2,80 euro per il “bonifico in entrata”. Un prelievo, che moltiplicato per oltre 700 “cas” arriva ad una somma di oltre duemila euro che qualcuno evidentemente introita. Altro “mistero”: fino al “Cas” di agosto (erogato a fine ottobre) non erano presenti le spese di addebito. Tuttavia tale prelievo sembrerebbe non essere in linea con quanto disposto e comunicato ai sindaci dalla protezione civile e dalle stesse indicazioni emesse a livello nazionale dall’Abi che ha chiesto esplicitamente alle banche di non riscuotere “commissioni su bonifici o altri fondi di trasferimento di fondi disposti a favore di iniziative a sostegno delle popolazioni coinvolte nel sisma”. Anche in questo caso, sempre a Folignano ad esempio, dalle testimonianze di alcune percettori di Cas non risultato addebiti di qualsivoglia spesa. Perchè ad Ascoli invece succede il contrario? I cittadini e soprattutto gli sfollati del sisma chiedono e attendono chiarezza.

(1-continua)

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