
Luigi Passaretti, Paolo Giannini, Sante Mecozzi del Lions Club Amandola Sibillini
di Maria Nerina Galiè
Come sbagliano gli adulti quando pensano che i ragazzi siano disinteressati ai problemi del mondo e che per loro parole come pace, rispetto e condivisione siano noiosi intercalari! Con i giusti stimoli possono invece diventarne appassionati portavoce e promettenti artefici. L’occasione data agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Amandola, Comunanza e Montefalcone Appennino è stato il concorso “Un poster per la Pace”, sponsorizzato dal Lions Club di Amandola Sibillini, distretto 108 A, nell’ambito dell’iniziativa internazionale nella quale quest’anno ha primeggiato, su 208 Stati, una studentessa italiana. Sabato 14 aprile, nell’Auditorium Luzi di Comunanza, si è svolta la premiazione a livello locale.

Alvaro Cesaroni, Lucia Condolo e Luigi Passaretti
L’evento, coordinato da Paolo Giannini, officer informatico e responsabile locale del concorso, ha visto la partecipazione di Luigi Passaretti, presidente del club service amandolese (oltre che presidente della Cna di Ascoli), Sante Mecozzi, officer distrettuale, e di diversi altri soci di zona presenti in sala.
C’erano inoltre la preside degli istituti comprensivi di Comunanza e Amandola, Lucia Condolo, e il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni. In platea anche il vice sindaco Domenico Sacconi e l’assessore Fausto Raschioni. Ospite d’onore padre Gianfranco Priori, rettore del santuario Madonna dell’Ambro, meglio noto a grandi e piccoli come Frate Mago.
Tanti e bellissimi i disegni che gli studenti hanno realizzato con la supervisione dei docenti di arte, Christian Malavolta, Enrico Giannini e Armando Paternesi, e davvero difficile il compito di chi ha dovuto decretare il primo ed il secondo classificato nelle tre scuole che hanno partecipato alla gara. La scelta è ricaduta sui bravissimi Anisa Zekiri ed Elettra Sacchi per il plesso di Comunanza, Aurora Alessandrini e Francesca Bonifazi per Amandola, Tommaso Scendoni e Medina Tairi per Montefalcone Appennino. I premi: il riconoscimento internazionale del Lions Club per tutti e sei, un tablet per i primi classificati e un mp3 per i secondi.
Già all’inizio della manifestazione si è capito quanto erroneamente sottovalutiamo la nuova generazione. Come regolamento lionista vuole, ogni cerimonia viene aperta dell’inno indiano, in omaggio al presidente Lions internazionale, europeo e dall’inno di Mameli: in piedi e con le mani sul petto, tutti i ragazzi l’hanno cantato in coro unanime e commovente. Di spessore anche gli interventi delle autorità. «La parola pace – ha esordito il sindaco di Comunanza – si connota di un significato speciale oggi, mentre nel mondo soffiano venti di guerra e i bambini della Siria muoiono sotto le macerie per colpa delle bombe. Senza dare giudizi di merito, la guerra deve essere bandita perché fomentata da abietti scopi di carattere commerciale ed economico. Non facciamoci imbrogliare da chi tenta di giustificare la guerra, soprattutto quando in gioco c’è la vita dei bambini». Cita Papa Francesco nel dire che non esiste una guerra giusta e Oscar de Montigny nel sostenere che ogni azione deve essere condotta dalla parola Amore. «Solo così – ha continuato – possiamo essere soggetti etici in un mondo globale». Nell’operato dei ragazzi il primo cittadino ha ravvisato l’importanza della scuola «che deve porre le basi per superare le diffidenze e i preconcetti in un tempo in cui la vertiginosa crescita della popolazione non deve essere un problema demografico e di convivenza, bensì un’opportunità per allargare il concetto di appartenenza al territorio a quello di appartenenza all’intera umanità».

I giovani studenti delle medie di Amandola, Comunanza e Montefalcone cantano l’inno di Mameli
Fa da eco a Cesaroni la preside Condolo: «Per realizzare la pace a livello internazionale dobbiamo trovarla in noi stessi ed attuarla ogni giorno, ciascuno nella propria vita. Se siamo in pace in famiglia, con il vicino di banco o di casa, con il compagno di giochi e soprattutto nel nostro cuore, allora questa parola non ci sembrerà più un concetto astratto e lontano dal nostro quotidiano». Il sindaco lancia anche un’idea: «Vedendo tutti questi bei disegni, penso che sarebbe bello riprodurli con la tecnica del murales sulle pareti del tunnel, di collegamento tra la scuola primaria e la piazza cittadina, in procinto di essere ristrutturato». Raccoglie con entusiasmo la proposta Luigi Passaretti, vicino agli studenti degli Isc della zona per aver portato avanti per anni il progetto “Il volo”, di introduzione alle abilità manuali e all’artigianato: «Farò di più, coinvolgerò anche studenti gli studenti del liceo artistico di Ascoli e proporrò il progetto come alternanza scuola-lavoro».
Oltre ai disegni i ragazzi hanno recitato poesie, farina del loro sacco e cariche di significato, letto con passione le frasi dei più grandi testimoni della pace mondiale, come Gandhi e Martin Luther King. Hanno cantato in inglese “Imagine” di Lennon accompagnati al piano dalla professoressa Loredana Totò e ideato l’opuscolo della manifestazione, uno per scuola, con il supporto degli insegnati di tecnologia e matematica. «Abbiamo svolto un lavoro nel concreto e interdisciplinare – ha spiegato la professoressa Maria Laura Giannini – un Compito di Realtà confluito nei poster, nello spettacolo e nella brochure». Esprimono bene lo spirito della mattinata le parole di padre Priori: «In una mano che dipinge c’è un cuore che palpita. Oggi torniamo a casa colorati e sorridenti per dire alle nostre famiglie che la pace è possibile».
L’evento di sabato non è stato l’unico con cui i Lions tendono a sensibilizzare i giovani su temi di alta rilevanza sociale. Nel corso della premiazione è stato lanciato il il tema del prossimo concorso: la Solidarietà. A gennaio scorso il service lionista “Acqua per la vita” ha organizzato un convegno, sempre a Comunanza, nel corso del quale ha discusso con gli studenti dei Sibillini sull’importanza dell’acqua, illustrando le articolate fasi di approvvigionamento, distribuzione e trattamento e ponendo particolare attenzione alla lotta agli sprechi. «Il valore dell’acqua – ha spiegato Sante Mecozzi – è molto sentito dalla nostra organizzazione anche a livello mondiale. In Burkina Faso infatti stiamo realizzando diversi pozzi ad uso umano e per l’agricoltura. Ed è bello vedere che ad ogni inaugurazione di un nuovo pozzo, lì è una festa».
















