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Castel di Lama, con Emidio Angelini
salgono a 5 gli aspiranti sindaci

VERSO IL VOTO - L'ex maresciallo rompe gli indugi e con una lettera spiega i motivi della discesa in campo. Sfiderà Mauro Bochicchio, Sandra Sprecacè, Vincenzo Camela e Francesco Ruggieri
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Emidio Angelini

L’ex maresciallo dei carabinieri, Emidio Angelini, volto noto della politica lamense, rompe gli indugi e ed entra in lizza nella competizione elettorale del 10 giugno prossimo. Da tempo si vociferava su una sua lista, ma fino a qualche giorno fa Angelini sembrava interessato solo a sondare amici ed elettori per avere riscontri su una sua eventuale candidatura. Oggi, la decisione di scendere in campo con una propria lista. In una nota dettagliata (vedi sotto), l’ex maresciallo, spiega i motivi della sua scelta sottolineando l’inadeguatezza degli altri protagonisti della politica lamense. A quanto pare, a nulla sono valsi gli appelli degli esponenti della sua area politica di riferimento, il Centrodestra, tesi a scongiurare la formazione di una lista e la conseguente dispersione di voti. Nei giorni scorsi, infatti, Piero Celani (FI), Mauro Cori (FdI) e Massimiliano Castagna (Lega), viste le difficoltà di varare una propria compagine, avevano scelto la soluzione di aprire un confronto con la Sprecacè per valutare l’eventualità di un possibile appoggio con propri candidati in lista. Tra questi, in pole position, il consigliere comunale dell’Arengo Francesco Ciabattoni (Tantalà) residente a Villa Sant’Antonio ma personaggio notissimo nella comunità. Tale soluzione starebbe incontrando molte difficoltà, visto che la Sprecacè può contare già su un largo giro di persone candidabili e quindi non vorrebbe ingessarsi con accordi politici.

Con Angelini salgono a cinque i candidati accreditati alla poltrona di sindaco: Mauro Bochicchio del M5S, Vincenzo Camela del Pd, il sindaco uscente Francesco Ruggieri con la sua lista civica, Sandra Sprecacè alla guida di un’altra civica, infine Emidio Angelini con un terzo raggruppamento civico.

Cla.Fe.

 

Ecco il testo della lettera diffusa da Emidio Angelini

«Deve essere terribilmente comoda se chi l’ha provata la vuole riprovare e chi ne ha sentito parlare la vuole provare. Che cos’è? La poltrona di sindaco di Castel di Lama. Ancora non sono stati pubblicati i comizi elettorali e già scalpitano da destra a sinistra per quel traguardo.  I vecchi e i nuovi. Tutti pronti all’affascinante gara per la poltrona di primo cittadino lamense. Eppure, stando ai conti, si, insomma, a quelle cifre del bilancio, i numeri non sono affatto rosei. Il Comune è in grossa, grossissima, difficoltà finanziaria. E chi dovrà guidare la riscossa, si trova fin d’ora davanti ad un scenario da far ghiacciare le vene ai polsi. Ma, evidentemente, hanno tutti la soluzione a portata di mano. Una bacchetta magica che in un sol colpo raddrizzerà i conti e Castel di Lama sarà un giardino tutto rose e fiori. In pista diverse liste. Dai grillini alle civiche. Ce ne è per tutti i gusti.  Ruggeri, l’ex sindaco, scaricato da Fratelli d’Italia (rappresentati da Ersilio Corradetti) tenta la rivincita insieme a Laura Gigli. Delle altre liste dice che hanno programmi fotocopia ma il suo non è ancora pervenuto. Il candidato grillino, Mauro Bochicchio, dopo la sbornia elettorale del 4 marzo, aspetta il via libera dal computer della Casaleggio Associati e dalla piattaforma Rosseau.  Il PD cerca di rimettere insieme i cocci dopo il devastante tsunami che alle ultime politiche lo ha visto crollare ai minimi storici. Ci prova con Vincenzo Camela e con lui vecchi sindaci e amministratori in una sorta di amarcord per cercare di tamponare l’emorragia di voti che anche a livello amministrativo si attendono. Da una costola del PD, ecco la lista civica di Sandra Sprecacè. Già con Ruggieri. Nei giorni scorsi ci ha spiegato il perché e il percome della sua lista civica. Ma non l’abbiamo capito. Il Centrodestra (Lega, FI e FdI) è un cantiere aperto. Le varie anime che lo compongono cercano, invano, la quadra. Ma visti i protagonisti è difficile, anzi, difficilissimo, che trovino un accordo su un nome condiviso. A questo scenario mi aggiungo anch’io. Con la lista del maresciallo Angelini. Dalla nostra il fatto che non abbiamo apparentamenti con ex amministratori, né dobbiamo attendere il responso di computer e piattaforme varie. Siamo lamensi che vogliono dare voce ai lamensi e soluzioni ai problemi lamensi. Non partecipiamo ai conciliabili privati nei bar, dal barbiere, per parlare di alleanze, posti in Consiglio e in Giunta.  Non offriamo spartizione di poltrone, poltroncine e strapuntini prima ancora che il cittadino elettore deponga la sua scheda nell’urna. Non abbiamo alle spalle nessun pezzo da novanta e nemmeno da quarantacinque o anche meno. Ma questa è la nostra forza.  Non ci perdiamo dietro le polemiche sul costo della scuolabus o sulle minacce che la farmacia verrà portata via. Vogliamo confrontarci sul progetto complessivo di rilancio. C’è da risanare un bilancio dopo anni di cattive gestioni.C’è da fare i conti non con le promesse ma con la realtà».


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