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Anche Ascoli ora trema
per l’utilizzo dei cavalli purosangue
Fra due mesi la prima Giostra

ASCOLI - Il presidente del Consiglio degli Anziani della rievocazione storica, Massimo Massetti, e il sindaco Guido Castelli hanno incontrato a Narni amministratori e responsabili delle altre città che ospitano giostre cavalleresche. Massetti: «Noi siamo un esempio da seguire per le procedure di verifica veterinaria e la qualità delle infrastrutture che ospitano la gara. Sarebbe davvero una beffa che tanti sforzi fossero vanificati da sofismi burocratici». Il primo cittadino: «Ci siamo impegnati a una gestione collettiva tra tutti i Comuni che promuovono queste Giostre per fare fronte comune»

Il sindaco Guido Castelli e il presidente del CdA della Quintana Massimo Massetti (Foto Vagnoni)

di Andrea Ferretti

Massimo Massetti, presidente del Consiglio degli anziani della Quintana di Ascoli, e il sindaco Guido Castelli hanno partecipato oggi a Narni a una riunione dopo i recenti fatti che mettono a repentaglio diverse rievocazioni storiche dove il clou è rappresentato da giostre cavalleresche. Al centro del summit l’utilizzo (o meglio il non utilizzo) dei cavalli purosangue. Intorno al tavolo anche amministratori e responsabili delle giostre di altre città in cui, come ad Ascoli, si svolgono Giostre e Palii: Foligno, Acquasparta, Servigliano, Sulmona, San Gemini, Faenza, Amelia, Monterubbiano e Monselice. Il nodo è quanto accaduto di recente proprio a Narni, che rischia di compromettere la possibilità di svolgimento della Giostra all’anello che si svolge ogni anno nella cittadina umbra (l’edizione 2018 cade il 13 maggio, cioè fra una settimana). E’ accaduto che il rappresentante del servizio sanitario competente dell’Umbria in occasione della “commissione pubblico spettacolo” ha dato parere negativo sulla possibilità di svolgere la Giostra in presenza di cavalli purosangue. Una diatriba, quella dell’utilizzo di purosangue o mezzosangue, che va avanti da diverso tempo e che sembrava essere stata superata. Ma evidentemente così non è.

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«Il ministero delle Politiche agricole e alimentari – dice il sindaco Castelli – ha recentemente chiarito la propria posizione precisando che l’utilizzo di purosangue è vietato solo quando le competizioni promosse nell’ambito delle rievocazioni si concretizzano in corse al galoppo con una vittoria attribuita esclusivamente in virtù della velocità». Gli fa eco Massetti: «In tutte le manifestazioni, come la Quintana di Ascoli, in cui oltre alla velocità si attribuisce valore anche alla destrezza, l’utilizzo dei purosangue deve essere consentito. Ora invece ecco che per un funzionario del servizio sanitario umbro è sconsigliabile la partecipazione dei cavalli purosangue anche nelle manifestazioni dove si combinano velocità e destrezza». Dopo la Giostra di Narni, insomma, è assai probabile che questa spada di Damocle possa abbattersi anche sulla Quintana di Ascoli, a soli due mesi dalla prima edizione di luglio.

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«Con un documento finale – spiega Castelli – abbiamo ribadito che le rievocazioni storiche sono parte del patrimonio culturale italiano e vanno quindi preservate e tutelate. Ci siamo anche impegnati ad una gestione collettiva tra tutti i Comuni che promuovono queste Giostre per fare fronte comune». A Massetti la conclusione, una via di mezzo tra fiducia e speranza di chi in mezzo la Quintana ci sta da quando è nato: «Ascoli è un esempio da seguire per quanto riguarda le procedure di verifica veterinaria e la qualità delle infrastrutture che ospitano la gara. Sarebbe davvero una beffa che tanti sforzi fossero vanificati da sofismi burocratici».

Intanto all’interno dei sei Sestieri cittadini, e delle relative scuderie, c’è come minimo apprensione. Giustificata soprattutto dal fatto che se una “bomba” del genere fosse scoppiata alcuni mesi fa, tutti avrebbero fatto in tempo a dirottare su cavalli mezzosangue. Non certo ora che è già scattato il countdown per la notturna del 14 luglio. I mezzosangue, nella quasi totalità anglo-arabo-sardi, sono stati i cavalli che hanno peraltro giostrato fino a non molti anni fa, prima dell’avvento dei purosangue (all’inizio comparsi come mosche bianche e poi adottati da tutti) che sono decisamente più adatti per una pista dove è innegabile che la velocità sia diventata determinante ai fini della conquista del Palio. In tempi recenti sull’otto del Campo dei Giochi a cimentarsi su un mezzosangue è stato solo il baby Lionetti della Piazzarola.


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