I Turin Brakes sul palco di Monteprandone

di Luca Capponi

(foto di Andrea Vagnoni)

Per un momento sembrava di essere tornati alla fine degli anni novanta, quando la scena del cosiddetto New Acoustic Movement aveva riportato in auge i suoni che furono, tra gli altri, di Nick Drake e Simon & Garfunkel. Tra band come Starsailor, I Am Kloot, Kings On Convenience c’erano anche i Turin Brakes, direttamente dalla terra di Albione. Proprio loro, nella serata di venerdì 4 maggio, hanno riempito l’auditorium Pacetti di Monteprandone per la penultima delle quattro date italiane arrivate sulla scia dell’uscita di “Invisible Storm”. Risultato: grande musica internazionale e pubblico entusiasta, per un quadro di quelli più che riusciti.

Olly Knights

Merito in primis del gruppo composto da Olly Knights e Gale Paridjanian, i due fondatori, abili a fondere voci e corde delle rispettive chitarre, Rob Allum (batteria) e Eddie Myer (basso); un crescendo di brani nuovi, interessante l’apertura di “Would you be mine”, ma anche “Wait” e “Lost in the woods”, e di pezzi più datati. «Venti anni fa usciva un disco intitolato “The Optimist”, chi se lo ricorda?» ha chiesto Knights prima di attaccare “Future boy” tra gli applausi della platea. «E’ un piacere essere qui», hanno ripetuto più volte le due voci, mentre il bassista Myer ha scherzato durante la presentazione della line up, definendo Allum «La Lamborghini della batteria» e se stesso «La Fiat Punto del basso», mentre il pubblico, ridendo, gli ha risposto «Sei una Ferrari!». L’apice si è toccato durante l’esecuzione di “Pain Killer”, quello che probabilmente è il loro pezzo più noto, contenuto nel disco “Ether songs” del 2003. Poi, dopo un’oretta di concerto, i Turin Brakes sono tornati on stage per un’altra mezzora di bis, conclusa con “Don’t know much” e “Slack”.
Plauso inevitabile all’organizzazione sinergica tra Pink Rabbits e Massimo Bonfigli. Quest’ultimo, salito sul palco per i saluti finali, ha detto poche ma decisive parole: «Continuate a seguirci e a sostenerci, il mio cuore è con voi», rimandando l’appuntamento a settembre, quando qui tornerà la grande musica internazionale grazie al live dei Pere Ubu.
La serata è stata aperta dagli efficaci Dog Byron, capitanati dalla voce cavernosa di Max Trani e da un sound in bilico tra blues, rock e suoni desertici.

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