
Al centro Aldo Pizzingrilli
di Walter Luzi
L’amore, il tema che non ti aspetti da Aldo Pizzingrilli. Nella sua “vera” opera prima l’eclettico ex dirigente aziendale racconta di Storie d’amore meglio se in disordine. Argomento sviscerato dai più grandi autori della Letteratura mondiale, a volte abusato, troppo spesso banalizzato dalla superficialità dei luoghi comuni. Ma è l’ultimo a cui potevi pensare collegandolo al ricco, vario e vasto vissuto di Aldo. Ascolano, classe 1943, laureato in Lettere, allenatore di baseball, autorevole storico medievale, direttore delle Risorse Umane in grandi e prestigiose aziende del territorio, giornalista fin dagli albori di Tva Telecentro, e poi sulla carta stampata, direttore artistico e organizzativo di varie, importantissime manifestazioni e rassegne di alto profilo culturale, e dimentichiamo sicuramente qualcos’altro. Preparato e duttile. Riservato e professionale.
Appassionato e carismatico. Lui ora vuole parlare d’amore. In nove storie, “fulminee e intense come le passioni”, ammantate di mistero e malinconia, in uno stile arguto, asciutto e veloce cerca di dare risposta all’eterna domanda: ma cos’è l’amore? Una ossessione che rappresenta la negazione della vecchiaia e il rifiuto della morte, oppure l’essenza stessa della vita. Sono storie quotidiane, semplici, nelle quali ognuno di noi potrebbe riconoscersi. L’emozione visibile dell’autore, già laconico di suo, sollecitato dai giornalisti Filippo Ferretti e Pietro Frenquellucci, ne abbassa ancor più la voce. Non quella degli attori Francesca Piccioni e Pino Presciutti che leggono alcuni passi del libro. Il linguaggio è chiaro, ricco senza essere lezioso. L’umanità dei personaggi traspare dalle righe. Vuoi vedere che anche i direttori del Personale hanno un’anima? «Apparire “str…” in azienda è una necessità, ma fuori dal lavoro sono stato sempre un’altra persona con tutti. E ne sono contento». L’amore eterno? «E’ sempre più difficile. Sono molti di più i tradimenti». Perchè hai aspettato così tanto per pubblicare? «Non avrei voluto. Ce ne sono già troppi in giro, a sarei stato uno dei tanti. Ma mi piaceva lasciare un segno e, a un certo punto, l’età ti frega. Così mi sono deciso». Per chi ha battuto più forte il tuo cuore: «Per il baseball. Il primo amore, la prima cosa importante che ho fatto nella mia vita. Cinquant’anni fa in Ascoli ci ridevano tutti dietro. Il singolo contro tutti non appartiene alla nostra cultura neanche nello sport». Roberto Palumbo, il direttore della biblioteca comunale che ha ospitato l’evento, poco abituato in circostanze come questa, a sale gremite, saluta Aldo Pizzingrilli con la definizione migliore: una mente in continuo movimento. Che non si ferma qui.














