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«Mi dovete trovare una casa»
Il nigeriano mai espulso adesso è un caso
Il sindaco minaccia le dimissioni

CASTORANO - Il primo cittadino Daniel Ficcadenti ha segnalato il caso ai Carabinieri di Offida e minaccia proteste clamorose dopo gli ultimi sviluppi della paradossale vicenda: il 30enne africano doveva scontare 12 anni, poi è andato ai domiciliari per malattia nonostante l'espulsione dall'Italia. Dopo lo sfratto per morosità, ora vuole un alloggio comunale

di Claudio Felicetti 

Nuovo, inquietante, capitolo dell’incredibile caso del trentenne nigeriano condannato a 12 anni di reclusione, scarcerato perché affetto da una grave patologia e ora in detenzione domiciliare benché espulso dall’Italia. Stavolta, però, il sindaco Daniel Claudio Ficcadenti, lasciato con la patata bollente in mano, medita clamorosi gesti di protesta e giura che contatterà subito i neo ministri di Interno e Giustizia del governo Conte.

Il sindaco di Castorano Daniel Ficcadenti

Nella giornata del 6 giugno, il nigeriano si è recato in municipio per reclamare l’assegnazione di un alloggio comunale, a seguito dello sfratto esecutivo per morosità previsto per il 15 maggio scorso e poi rinviato al 12 di giugno. Non trovando il sindaco Ficcadenti, l’uomo ha cominciato a innervosirsi e a urlare ripetutamente “mi dovete trovare una casa”, mettendo in agitazione dipendenti comunali e cittadini che erano negli uffici. Poi, ricondotto alla calma, è tornato a casa.
Entro una settimana, infatti, Ficcadenti dovrà trovare una sistemazione alla famiglia del trentenne, composta anche dalla moglie parzialmente invalida e da due bambini. Una ventina di giorni fa, i due legali del nigeriano avevano chiesto al sindaco “un serio e immediato impegno” affinché fossero adottati “interventi quantomeno temporanei per la risoluzione della contingente emergenza abitativa che colpisce la famiglia, nell’esclusivo e primario interesse dei minori”.
Ma il primo cittadino, impossibilitato a trovare un alloggio libero, e messo con le spalle al muro da un incredibile scaricabarile istituzionale di provvedimenti singolari e contraddittori, medita gesti clamorosi. «Sono stato lasciato solo in balìa delle onde. -si sfoga- Se non interverrà qualcuno a risolvere questo caso, riconsegnerò la fascia tricolore al prefetto in segno di protesta. Ieri ho anche avuto un colloquio con il prefetto Rita Stentella, che mi ha espresso solidarietà sottolineando però l’impossibilità di poter fare qualcosa di utile in presenza di provvedimenti giudiziari». «A questo punto -continua Ficcadenti con tono grave- sono anche molto preoccupato per la mia incolumità fisica perché non so neppure chi ho contro. Ho segnalato il fatto di stamane ai Carabinieri di Offida per i provvedimenti che riterranno opportuni. Non si tratta di razzismo o xenofobia, sia ben chiaro, perché nel nostro territorio vivono bene tanti stranieri regolari, forse in numero superiore rispetto ad altri Comuni con più residenti del nostro. Poteva essere anche un residente qualsiasi, il mio comportamento sarebbe stato lo stesso». «Non abbiamo alloggi liberi per una famiglia così, ci sono solo due monolocali inadeguati alle loro esigenze. -aggiunge- Tra l’altro, serve un provvedimento del giudice per cambiare la nuova residenza per la detenzione domiciliare. Anche trovassi un privato disponibile ad affittare un alloggio, chi pagherebbe canone e utenze, visto che i due coniugi sono invalidi e senza lavoro? Mi rivolgerò ai ministri competenti per avere solidarietà e giustizia, e sto meditando qualche azione eclatante, non esclusa quella di riconsegnare la fascia tricolore al prefetto».
Ficcadenti si è sentito anche con il presidente dell’Unione dei Comuni della Vallata Valerio Lucciarini per concordare un’azione congiunta insieme agli altri sindaci, finora tutti silenti. Sulla vicenda si registra anche l’assordante silenzio delle forze politiche, ad eccezione della Lega. Nei giorni scorsi, una delegazione guidata dal responsabile provinciale del partito Massimiliano Castagna e dalla parlamentare Giorgia Latini si era recata in municipio per esprimere la solidarietà al sindaco e assicurare l’interessamento del nuovo ministro dell’interno Matteo Salvini.
Intanto, oggi 7 giugno alle 12 in Municipio è previsto un incontro tra il sindaco e i funzionari dell’Uepe di Macerata (Ufficio Esecuzione Penale Esterna), un’articolazione territoriale del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, per trovare una soluzione condivisa.

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