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Bellini lascia l’Ascoli in mano
a Giaretta che è un diesse
Cosmi dovrà chiedere garanzie

SERIE B - Francesco e Marisa Bellini tornano in Canada lasciandosi alle spalle una scia di polemiche con Comune e tifosi. A dirigere la società è rimasto solo il direttore sportivo che ha sempre svolto un altro lavoro e non ha le competenze necessarie. "La società è sempre in vendita" ha detto il patron, e questo consente a chiunque di farsi una gratuita pubblicità. Eventuali ripescaggi: Entella, Ternana e Pro Vercelli potrebbero (nell’ordine) restare in cadetteria

Giaretta, Cosmi e Bellini il giorno della presentazione del nuovo allenatore: dicembre 2017

di Bruno Ferretti

Francesco e Marisa Bellini sono ripartiti per il Canada lasciandosi alle spalle un mare di polemiche e di problemi. L’amministratore unico e sua moglie hanno lanciato strali contro il Comune e il sindaco Guido Castelli per la questione stadio (e dire che la tribuna est costerà oltre 4 milioni di euro) e contro i tifosi (“non ci meritate”). Su quest’ultima affermazione ci sarebbe tanto da obiettare visto che la stessa cosa dicono gli Ultras 1898 alla proprietà. Ai tifosi, che hanno avuto un ruolo determinante nella salvezza, andrebbero rivolti solo elogi e ringraziamenti. Pur essendo una piccola città di 49.000 abitanti, l’Ascoli è fra le prime dieci squadre nella media spettatori allo stadio e settimo nella graduatoria di quelli in trasferta. A Chiavari, nell’andata dei playout, c’erano 502 tifosi bianconeri nel settore ospiti. Al “Del Duca”, nel ritorno, 167 i tifosi dell’Entella. Una bella differenza. Differenza anche di stile ma al contrario perché il presidente dei liguri Gozzi, che è anche vice presidente di Lega, nonostante la retrocessione, ha invitato i 167 tifosi al centro sportivo offrendo loro una merenda: li ha ringraziati per il sostegno dato alla squadra, ha brindato con loro e ha promesso che farà una squadra in grado di risalire subito in Serie B, anche se per l’Entella avanza l’ipotesi di ripescaggio.

Giaretta (a destra) con Cardinaletti, ex direttore generale, ex amministratore delegato, ex responsabile dell’atrea tecnica, ed ora solo ex

Bellini ha  lasciato a dirigere la società solo il direttore sportivo Giaretta che non ha mai svolto tale compito e, probabilmente, non ne ha le competenze visto che ha sempre fatto il diesse. Ed è anche difficile pensare che Bellini assumerà un nuovo direttore generale se – come pare – la parla d’ordine è “risparmiare”.

In panchina resta Cosmi che ha un altro anno di contratto, a meno non sia lui a scegliere di andar via. Ma se decide di continuare con il Picchio farà bene a farsi dare precise garanzie sul piano tecnico. Diversamente si ritroverà a gestire una squadra ancora più debole di quella passata con un doppio 0-0 ai playout.

E dire che l’Ascoli rimane sempre in vendita non porta certo fiducia alla squadra e favorisce coloro che ne approfittano per farsi un po’ di pubblicità. Affermare “Vorrei acquistare l’Ascoli e sono pronto a trattare con Bellini” non costa niente, anzi procura una bella figura. Qualche imprenditore si è già fatto vivo, altri lo seguiranno nei prossimi giorni per farsi una gratuita pubblicità. Quando uno vuole comprare un paio di scarpe o un vestito, va nel negozio dove sono in vendita, acquista e paga quanto dovuto. Non va dicendo in giro “Voglio comprare le scarpe”. Se qualcuno fosse realmente intenzionato a rilevare la società, sa a chi rivolgersi, ovvero a Bellini. Come aveva fatto la “Bricofer” quando è iniziata la trattativa, cioè oltre due mesi fa. La notizia è stata resa nota quando il passaggio di proprietà era in dirittura di arrivo e sembrava fatto. Poi c’è stato l’imprevedibile colpo di scena finale, ovvero il passo indietro di Bellini.

Ascoli-Bari quest’anno al “Del Duca”: l’ingresso delle squadre in campo

ENTELLA PRIMA RIPESCATA – Il Cesena è fallito, per il Foggia (su cui incombe il reato di riciclaggio di denaro) la Procura Federale ha chiesto l’ultimo posto e quindi la retrocessione in Lega Pro. Rischia la retrocessione anche il Bari se entro martedì prossimo 2 luglio non troverà i 2 milioni di euro per pagare gli stipendi arretrati e tutti i versamenti contributivi e previdenziali. Le squadre retrocesse sperano di essere ripescate, ad eccezione del Novara che nella stagione 2015-2016 è stato penalizzato di 2 punti per irregolarità amministrative, e quindi ha perso questa possibilità. La prima squadra ad avere diritto al ripescaggio è l’Entella, retrocessa ai playout, poi – in base ai coefficienti stabiliti – la Ternana e quindi la Pro Vercelli.

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