Un’ora per fare 16 chilometri
Il terno al lotto dei pendolari

AUTOSTRADA A14 ancora in panne a causa dei problemi nella galleria "Castello" di Grottammare. Code e inconvenienti sono ormai divenuti pane quotidiano, con la vicina Statale Adriatica perennemente in tilt. Ai disagi si assomma anche il danno economico subìto dai lavoratori. La denuncia degli agenti di commercio
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L’Adriatica congestionata dal traffico

di Luca Capponi 

Agenti e rappresentanti di commercio in difficoltà a causa dei problemi di viabilità sulla A14. Non sono gli unici, verrebbe da dire, viste le migliaia di lavoratori pendolari (e non solo) nella stessa situazione, ovvero quella di chi ogni giorno devono confrontarsi con situazioni al limite. Due esempi. Il tempo medio di percorrenza dei 64 chilometri che separano Ascoli e Porto San Giorgio, in data 6 settembre 2018, tarda mattinata: 1 ora e 20 minuti. Oppure, uscendo a Pedaso, tramite Adriatica, quasi un’ora per arrivare a San Benedetto e coprire una distanza di circa 16 chilometri, nel tardo pomeriggio.

Tullio Luciani

Agenti e rappresentanti non sono l’unica categoria a denunciare lo stato delle cose, si diceva, però si fanno sentire tramite una nota del presidente provinciale della Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio/Confcommercio: «E’ necessario ed urgente provvedere collegamenti viari integrativi e permanenti. -attacca Tullio Luciani– La nostra categoria imprenditoriale è fortemente penalizzata dalle conseguenze sulla viabilità provinciale causate dal blocco della galleria “Castello” di Grottammare sull’autostrada A14. Le migliaia di agenti e rappresentanti di commercio marchigiani che percorrono 40/50 mila chilometri annui per lavoro vedono nella fluida ed efficiente viabilità il proprio partner strategico, perciò è inaccettabile quanto oggi stiamo vivendo. Le tantissime ore perse in code o in percorsi alternativi molto più lunghi rappresentano una perdita economica secca».
Sempre nella giornata del 6 settembre, ma ormai è un ritornello quotidiano, le file in entrambe le direzioni si misuravano in chilometri, soprattutto nelle ore di punta; lo stesso casello di Pedaso, nel pomeriggio, è rimasto chiuso per qualche ora. Insomma, muoversi sulla costiera picena è divenuto un terno al lotto, con problemi di ogni sorta che si riverberano sulle direttrici interne. Basta un’auto di traverso, poi, per “infiammare” una situazione già ai limiti, che espone alla paralisi centri dislocati lungo la Adriatica come, ad esempio, Cupra Marittima.
«Possono, purtroppo, avvenire ancora incidenti sulla A14. Proprio per questo è indispensabile ed inderogabile creare una rete viaria provinciale integrativa ed alternativa, sia essa “mezzina”, “pedemontana”, “circonvallazione” che dir si voglia. Agli amministratori pubblici la responsabilità di trovare le soluzioni migliori, senza perdere tempo» conclude Luciani. Questa sua ultima osservazione, peraltro condivisa un po’ a tutti i livelli, è divenuta ormai una necessità impellente.

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