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Omicidio Albertini, entra
in scena il superperito di Rigopiano

ANCONA - Il professor Cristian D'Ovidio è stato nominato a causa dei problemi di salute del consulente che effettuò la prima perizia. La sentenza è attesa per il 10 ottobre

Nuovo colpo di scena nel processo di Appello per l’omicidio dell’ascolano Giovanni Albertini avvenuto il 17 febbraio 2016. I giudici anconetani della Corte di Assise hanno nominato come perito per l’ulteriore perizia il professor Cristian D’Ovidio dell’Università di Chieti già consulente nel caso ella target dell’Hotel Rigopiano. La sostituzione con il perito che effettuò la prima consulenza si è resa necessaria a causa di problemi di salute del consulente precedentemente incaricato. Il professor D’Ovidio giurerà davanti ai giudici mercoledì prossimo per poi consegnare la perizia che sarà discussa nell’udienza fissata per il 10 ottobre. In quella stessa data è attesa la sentenza. Nell’ultima udienza erano stati i difensori del tabaccaio Giorgio Giobbi (gli avvocati Alessio De Vecchis e Sergio Liberati) condannato in primo grado a due anni, a chiedere di riascoltare il consulente tecnico d’ufficio che fece la perizia sul corpo della vittima.

Cristian D’Ovidio

In particolare si vogliono avere chiarimenti sugli effetti che avrebbe avuto sulla morte la caduta nel bagno di casa di cui fu protagonista lo stesso Albertini, i cui familiari sono assistiti dall’avvocato Mauro Gionni. In precedenza l’ascolano era stato picchiato in piazza del Popolo a seguito di un diverbio avuto con Giobbi e il pugliese Damiano Chirico, quest’ultimo condannato a 12 anni in primo grado in quanto ritenuto maggiormente responsabile dei colpi che provocarono le lesioni mortali.

 

 

 

 

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