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Faraotti: «Ex Carbon, ci siamo»
Castelli e Celani si stringono la mano
Fioravanti sferza la politica:
«Basta autoreferenzialità»

ASCOLI - L'ultima tappa della tre giorni di "Crea Credi Cambia" è andata in scena alla Fainplast con tanti momenti di confronto e spunti interessanti. L'imprenditore torna a parlare della bonifica del sito dismesso: «Stiamo per partire, a giorni la parola fine». L'ideatore della manifestazione sogna «Una rivoluzione industriale del Piceno». Disgelo tra il sindaco e l'ex presidente della Provincia?
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Un momento della tappa finale di “Crea Credi Cambia” alla Fainplast

di Luca Capponi 

Sala gremita e conclusione di “Crea Credi Cambia” con interessante dibattito su progetto Restart di riqualificazione della zona Carbon, infrastrutture, sisma e zona economica speciale per il Piceno. La tre giorni itinerante ideata dal presidente del consiglio Marco Fioravanti, esponente di spicco di Fratelli d’Italia, si è conclusa nella mattinata di sabato 6 ottobre nello spazio conferenze della Fainplast, l’azienda di Battista Faraotti che ha sede lungo la zona industriale. Si è trattato dell’ultima tappa dopo le puntate alla Elantas ed alla Hp Composites, poiché il tema di questa terza edizione era “Lavoro 0.0 – La persona al centro della rinascita”.

Castelli, Faraotti e Francesco Gaspari di Restart

Proprio il padrone di casa Faraotti ha aperto le danze come nella formula più classica dell’evento, che vede il confronto ed il racconto delle esperienze degli ospiti quale mattone fondante dell’iniziativa. Al centro, la storia della sua lunga esperienza imprenditoriale che ha fatto di Fainplast uno dei colossi mondiali del settore delle materie plastiche, una storia figlia di sacrifici, ambizione e voglia di fare. «Attualmente manca un po’ di coraggio, io sono sempre stato spregiudicato, magari a volte troppo, ma oggi c’è troppa paura di fare e poca voglia di cimentarsi. -ha detto- Di mezzo poi c’è anche la burocrazia, pensate che per il nuovo capannone che termineremo a breve ci è voluto un anno e mezzo passato quasi solo a chiedere permessi. Altro aspetto da migliorare, sicuramente, è il confronto tra scuole, università e imprese». Faraotti ha poi ricordato come nel corso della sua lunga carriera (Fainplast ha da poco festeggiato i 25 anni di vita) non abbia mai licenziato nessuno, anzi abbia trattato ogni dipendente «come un figlio». Ribadendo l’impegno costante per il bene della città, a cui ha restituito parte di quello che ha guadagnato (dal risanamento della Croce Rossa ai contributi costanti versati per eventi e manifestazioni fino all’Ascoli Calcio), con sottolineatura importante sul progetto di bonifica e riqualificazione dell’area della ex Sgl Carbon, ferma al palo da anni: «Quella di Restart è una esperienza di impresa sociale non speculativa di cui “porto i galloni” ma in cui sono affiancato da altri validi colleghi. -continua- Credo che, finalmente, dopo tutti i sacrifici ed anche le umiliazioni che abbiamo subito tra qualche mese potremo porre la parola fine a questa storia e partire, per eliminare finalmente quel cancro dalla città».

La sala conferenze della Fainplast durante “Crea Credi Cambia”

Sulla Carbon è intervenuto anche il sindaco Guido Castelli, che faceva parte di un parterre di ospiti veramente ricco, dagli onorevoli Francesco Acquaroli e Guido Crosetto fino al vicepresidente del consiglio regionale Piero Celani. «Vorrei vivere in un luogo dove non esistano i sospetti che a bloccare per 363 giorni un importante e nodale progetto come quello della bonifica della ex Carbon siano stati fattori esclusivamente politici» è la bordata lanciata dal primo cittadino, che ha ricordato due episodi in particolare. Il primo è quello relativo all’interrogazione parlamentare che l’allora deputato Luciano Agostini, era il 2013, promosse proprio sulla Carbon. Il secondo è quello della “lisciviazione”: «Un’autorizzazione che secondo i nostri consulenti non occorreva e secondo l’Arpam invece era necessaria al fine di proseguire il complicato iter. -ha spiegato Castelli- Siamo rimasti bloccati solo per questo aspetto quasi un anno (i fatidici 363 giorni), e il sospetto che tutto fosse un modo per farci perdere tempo dettato da agenti di altra “natura” ce l’ho sempre avuto».
Prima delle parole di Castelli, che ha parlato anche di sisma e ricostruzione, il fuori programma. Alla fine dell’intervento dell’ex sindaco ed oggi vicepresidente del consiglio regionale Celani, infatti, con quest’ultimo costretto a salutare la sala per motivi familiari, ci ha pensato il giornalista Roberto Fiaccarini a pungolare i due sul piano politico dopo che negli ultimi tempi c’erano state un po’ di “punzecchiature”. Va ricordato che entrambi fanno parte del partito di Forza Italia. L’elegante “dribbling” di Celani («La politica non è argomento odierno, e poi devo andare a un matrimonio»), però, ha prodotto solo una stretta di mano tra i due e qualche sorriso, forse, di circostanza.

Fioravanti con il patron dell’Ascoli Pulcinelli durante una tappa di “Crea Credi Cambia”

Tanti spunti, dunque, impossibili da riassumere tutti, durante (e non solo) l’ultima tappa di “Crea Credi Cambia”, che ha visto alternarsi decine di ospiti per la soddisfazione in primis di Fioravanti per quanto messo su, rigorosamente «senza partitocrazie, questa iniziativa non vuole “inquinarsi” con la politica, deve rimanere un progetto di idee, basta con la politica autoreferenziale». «Ci tenevo, il lavoro è un tema fondamentale, così come la persona. -ha concluso- Quando facevo i turni in fabbrica (ha lavorato per 7 anni alla Manuli, ndr), ricordo che dovevo partire un po’ prima per il traffico che c’era. Oggi vedere la zona industriale così desolata fa piangere il cuore, ma lamentarsi e piangersi addosso non serve a niente e porta all’indebolimento. Tutto passa attraverso rinunce e sacrifici, possiamo avere un futuro grazie alle persone, dobbiamo ripartire dalla bellezza».

 

 

 

 

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