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Castagne, produzione in salita
Il parassita è solo un ricordo

PICENO - Aumento della raccolta del 70% rispetto agli anni passati e prezzi in ribasso. Lo afferma la Confederazione Italiana Agricoltori, che ricorda come debellare la pericolosa vespa cinese sia stato fondamentale per l'incolumità delle piante
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Si tratta di un’annata da non dimenticare per quanto riguarda la raccolta delle castagne nel territorio Piceno, con frutti buoni e di ottima qualità. A sottolinearlo è la Cia Confederazione Italiana Agricoltori. «Grazie alla lotta biologica avviata da diverso tempo per abbattere la vespa cinese, un parassita che stava rovinando gran parte dei castagneti nel territorio, quest’anno gli agricoltori stanno registrando bei risultati» afferma Ugo Marcelli, presidente della Cia provinciale.

Castagneto sui Monti della Laga

Una produzione superiore al 70% circa rispetto agli anni precedenti e dunque con prezzi che diminuiscono, circa 5 euro al chilo per la vendita al pubblico, come spiega Stefano Troli, assessore all’agricoltura del Comune di Acquasanta Terme, uno dei più interessati dalla raccolta: «Quest’anno l’andamento è più che positivo, soprattutto dove è stato possibile inserire quel parassita, antagonista della Vespa cinese, realizzato nel laboratorio dell’Università di Torino -dice-. Ovviamente ciò non è stato possibile per le piante che si trovano all’interno del Parco Nazionale dei Monti della Laga in quanto la legge non consente di introdurre specie autoctone».
Una situazione confermata anche da Diana Cavezzi, titolare dell’omonima azienda agricola di Ascoli con circa tre ettari di castagneto nel territorio di Acquasanta. «Grazie ad una forte gelata registrata lo scorso mese di marzo, che ha debellato la vespa cinese, abbiamo avuto un ottimo raccolto – aggiunge -. Cosa che non si è verificata nei precedenti quattro anni proprio a causa delle importazioni incontrollate dall’estero, causa del parassita. Per questo non ci ha risarcito nessuno. Ora il problema resta l’invasione dei cinghiali».


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