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Il dramma degli italiani
intrappolati in Albania
alla fine della guerra

ASCOLI - Il premiatissimo spettacolo "Italianesi", di e con Saverio La Ruina, sarà al Teatro dei Filarmonici sabato 22 dicembre. Una rappresentazione poetica e struggente, tratta dalla storia vera che riguardò migliaia di nostri connazionali

Meglio non poteva chiudersi meglio il 2018 del Teatro dei Filarmonici. “Italianesi“, infatti, è uno degli spettacoli più premiati degli ultimi anni grazie all’intenso lavoro di Saverio La Ruina, qui in veste di regista e attore. L’appuntamento è per sabato 22 dicembre alle 21, per quella che molti hanno definito una rappresentazione poetica, struggente e commovente, dalla partitura millimetrica.

Saverio La Ruina

«Esiste una tragedia inaudita – si legge nelle note allo spettacolo – rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia».
La Ruina per questo suo pezzo di bravura ha vinto il Premio Ubu 2012 come “Migliore attore”, il Premio Lo straniero 2015, il Premio Enriquez 2012 per la drammaturgia, il Premio Antonio Landieri 2012 sempre come “Migliore attore” e la Menzione speciale al Premio Internazionale Teresa Pomodoro 2012. Le musiche originali dello spettacolo – prodotto da Scena Verticale – sono di Roberto Cherillo, il contributo alla drammaturgia di Monica De Simone, il disegno luci di Dario De Luca.
Per informazioni, tel. 0736.298770 o 334.6634432.


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