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Rimpatriato tunisino di 33 anni:
Questura e Prefettura
alla fine ce l’hanno fatta

ASCOLI - E' durata circa sei anni l'incredibile tira e molla di uno straniero irregolare (nel frattempo arrestato e condannato per rapina ed estorsione aggravata compiute a San Benedetto) che i poliziotti sono riusciti ad accompagnare alla frontiera. Un'autentica odissea piena zeppa di carte bollate

La Questura di Ascoli (Foto Vagnoni)

Espulso alcuni anni fa dall’Italia, era rientrato illegalmente nel 2011. Nel 2013 il questore di Ascoli aveva respinto la sua richiesta di regolarizzazione per mancanza di requisiti. Nel 2016 fu la Commissione territoriale di Ancona a dire di no alla sua richiesta di “protezione internazionale”. Lui in Italia non era certo venuto per lavorare o studiare. Questo era abbastanza evidente. E infatti nel 2017 è stato arrestato per rapina ed estorsione aggravata. Reati commessi a San Benedetto. Venne condannato a un anno e dieci mesi di reclusione dal Tribunale di Ascoli. Nell’ottobre 2018 nuovo provvedimento di espulsione firmato dal prefetto di Ascoli, Rita Stentella, seguito dall’ordine di allontanamento del questore Luigi De Angelis.

E’ finita qui? Macchè. Due mesi fa (dicembre 2018) lo stesso questore, per mancanza dei presupposti di legge ha adottato nei suoi confronti il “decreto di respingimento della richiesta avanzata dall’interessato volta a ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari”. Come tutte le telenovele, però, anche questa alla fine ha conosciuto la sua ultima puntata. Due giorni fa, infatti, il prefetto di Ascoli ha emesso un nuovo decreto di espulsione nei confronti del tunisino, in base al quale il questore ha disposto che fosse trattenuto a Potenza in un “Centro di permanenza per il rimpatrio”. E alla fine i poliziotti lo hanno accompagnato alla frontiera. Ma ora chi può escludere che tra breve il tunisino tornerà in Italia, e magari addirittura nell’Ascolano?

A.Fer.

 


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