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«Incontro utile, ma Farabollini
doveva venire prima da noi»
Arquata lotta contro lo spopolamento

POST SISMA- Il vicesindaco Franchi sull'attesa visita del commissario per la ricostruzione: «Non si doveva arrivare alle "minacce" sui giornali per averlo qui, ora speriamo che alle parole seguano i fatti. Chiediamo priorità per il nostro territorio, che rischia di perdere ancora abitanti. Continueremo ad incalzare il Governo»

di Luca Capponi 

Un incontro importante, una mano tesa per ricucire dopo i recenti strappi, un arrivederci (si spera) con parole «a cui speriamo seguano i fatti». Senza però nascondere che lo stesso incontro «si doveva tenere prima, sarebbe stato meglio per tutta la popolazione del cratere. Non si doveva arrivare alle “minacce” sui giornali. Ad ogni modo, meglio tardi che mai».

Franchi e, di spalle, Farabollini

Il commento è del vicesindaco Michele Franchi, che torna sull’incontro con Piero Farabollini, avvenuto martedì 5 marzo ad Arquata. Il blitz del commissario per la ricostruzione è arrivato dopo le polemiche infuocate che hanno coinvolto alcuni sindaci del cratere piceno (Stangoni di Acquasanta, Curti di Force, lo stesso Franchi e Fabiani di Montegallo), i quali avevano incolpato Farabollini di scarsa operatività dovuta ad una prolungata assenza in loco (qui gli articoli). All’incontro non ha partecipato il sindaco Aleandro Petrucci a causa di una indisposizione.
«Finalmente dopo tanto tempo è venuto a trovarci, confermo che si è trattato di un incontro importante nel segno della cordialità -spiega Franchi-. Si sono dette tante cose, sperando che adesso arrivino i fatti. Farabollini ci ha dato risposte sui piani di recupero, è appena uscita un’ordinanza sul tema e ne abbiamo chieste altre: abbiamo dato un tempo di 15 giorni sperando che vedano la luce, altrimenti continueremo ad incalzarlo. Abbiamo bisogno di decisioni al più presto, piani di recupero e area camper vanno bene per dare sistemazione a persone che si arrangiano e che non vogliamo perdere, ma urge personale e snellimento delle pratiche burocratiche negli uffici».
«Il problema principale -continua Franchi- riguarda la priorità: non vogliamo fare le guerre tra poveri ma una pratica di Arquata non può finire in mezzo ad altre di zone dove i danni sono stati lievi, col solo risultato di perdere tempo prezioso. Chiediamo priorità perché da noi c’è un forte rischio di spopolamento. Si tratta di un errore riconosciuto del precedente Governo che però ad oggi nessuno ha modificato, questo esecutivo aveva promesso il cambio di passo ma in alcuni casi si è addirittura rallentato».
«Abbiamo, poi, chiesto delucidazioni sulla microzonizzazione sismica, anche qui sperando che si parta al più presto così come per le perimetrazioni, Farabollini ha detto che le ordinanze ci sono -è la conclusione-. Staremo a vedere, ribadisco che continueremo ad incalzare il commissario, a cui abbiamo teso la mano. Nell’occasione abbiamo chiesto un nuovo incontro anche col sottosegretario Vito Crimi».

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